FRILUFTSLIV
All’aria aperta, sempre

Mai come in questo ultimo anno abbiamo capito quanto sia importante spendere parte del nostro tempo all’aria aperta. Mai come ora ci rendiamo conto di quanto sia bello ed importante poter uscire di casa e godere di una passeggiata al lago, in montagna, tra i boschi. Gli italiani hanno scoperto qualcosa che in realtà nelle popolazioni del Nord Europa è la quotidianità: il friluftsliv, termine che gli scandinavi usano per parlare della “vita all’aria aperta” e per descrivere il valore del trascorrere del tempo in luoghi remoti per il benessere spirituale e fisico. Il termine fu reso popolare dal drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, che lo usò per descrivere il profondo attaccamento alla natura, in particolare quella remota ed incontaminata, e quanto il tempo speso all’aperto fosse valorizzato dalla cultura nordica per la salute del corpo e dello spirito. Nonostante la temperatura gelida infatti, nel Nord Europa si esce all’aperto molto più che in Italia o in Francia per esempio. Oggi, questa parola è usata in modo più ampio da svedesi, norvegesi e danesi per spiegare qualsiasi esperienza si possa svolgere all’esterno, dalle corse all’ora di pranzo nella foresta, al pendolarismo in bicicletta (o con gli sci di fondo quando cade la neve) per unirsi agli amici in una sauna sul lago (spesso seguita da un gelido tuffo in acqua) o semplicemente per rilassarsi in un rifugio. Il concetto è anche strettamente legato al termine allmansrätten, ovvero il diritto a “vagare”. I paesi scandinavi hanno tutti leggi simili che consentono alle persone di camminare o accamparsi praticamente ovunque, purché dimostrino rispetto per la natura circostante, la fauna selvatica e la gente del posto. «La storia della vita all’aria aperta nei paesi nordici è lunga e parte integrante della nostra cultura, poiché abbiamo molta terra e una piccola popolazione», spiega Angeliqa Mejstedt, che gestisce uno dei più grandi blog all’aperto della regione, Vandringsbloggen, dalla svedese città di Västerås. «Anche dopo che siamo diventati più urbanizzati abbiamo avuto questo desiderio di tornare alla natura e negli ultimi 100 anni molte organizzazioni di volontariato come gli Scout e gli enti del turismo hanno organizzato e istruito le persone su come e perché trascorrere il tempo all’aria aperta», afferma lo scrittore, che lavora anche come consulente consigliando imprese e nuovi immigrati sulla storia e sui vantaggi di friluftsliv. Nella sola Svezia, un paese di 10 milioni di persone, ci sono 25 associazioni senza scopo di lucro ancorate al friluftsliv, con 1,7 milioni di iscrizioni distribuite in 9.000 club locali e regionali. Una ricerca per Statistics Sweden, l’agenzia governativa per il calcolo dei numeri, suggerisce che circa un terzo degli svedesi si dedica ad attività all’aperto almeno una volta alla settimana. Più della metà della popolazione ha accesso a una casa estiva in campagna o sulla costa. Molti datori di lavoro scandinavi incentivano inoltre il personale a trascorrere del tempo all’aperto durante l’orario di lavoro. L’abbigliamento sportivo sfoggiato spesso da molti manager aziendali suggerisce che si tratta di persone che programmano l’esercizio fisico nella loro giornata lavorativa. In Italia dove le temperature sono più miti ed il sole splende molti più giorni che in Svezia il friluftsliv si potrebbe praticare 365 giorni all’anno.
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