ARMADI
La magica wunderkammer casalinga

Nuove abitudini creano nuovi oggetti del desiderio, la fruizione differente degli spazi di casa, diventato ormai il logo dove, volenti o nolenti, trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, innescano nuovi riti che generano nuovi desideri.
Fino a pochi mesi fa forse non avreste mai saputo rispondere alla domanda: cosa sono i party closet? Oggi qualcuno potrebbe già conoscere la risposta. Ne parlano come un nuovo trend anche prestigiose riviste di settore. I party closet sono visti come una nuova frontiera del collezionismo per tutti quelli che sono appassionati e collezionisti di oggettistica come piatti e stoviglie. Non più bui ripostigli dove stivare i servizi della nonna, ma veri e propri ripostigli aperti in cui mostrare tutto ciò che si possiede. All’estero li chiamano Party Closet, anche detti Walk-in China Closet ovvero armadi, spazi, a volte anche stanze per organizzare la propria argenteria, i servizi in preziosa porcellana, tutto quello che serve per rendere una festa, un evento, una cena, un momento speciale per mostrare il servizio buono, come si diceva una volta, mettere in mostra oggetti del desiderio, frutto di collezionismo o ereditati dalla nonna. Secondo Neillie Butler, una delle wedding planner più famose al mondo, che qualcuno pensa possa aver coniato questo termine, l’armadio delle feste è «un luogo dove essere creativi e rendere l’intrattenimento a casa diventa facile e divertente».
La posizione ideale per questi luoghi quasi magici - perché possono contenere ogni genere di stranezza in fatto di decorazione servizi per la tavola - potrebbe essere appena fuori dalla cucina con scaffali aperti dal pavimento al soffitto che rivestono le pareti per riporre dai grandi piatti ai secchi del ghiaccio e gli elementi essenziali per la tavola, come la porcellana, la biancheria e gli anelli per i tovaglioli in un modo che possano essere visualizzati insieme. «Consideralo un posto dove lasciare una tavola apparecchiata work in progress - specifica la Butler -. Anche le dispense del maggiordomo di una volta, dove veniva conservato e pulito l’argento, e così chiamate perché il maggiordomo avrebbe dormito lì mantenendo quei preziosi pezzi d’argento sotto chiave, non erano mai state pensate per la visione pubblica. Ma poiché le case di oggi in genere non presentano una metratura sontuosa (o maggiordomi per gestire il contenuto di detta metratura), la dispensa del maggiordomo non è più relegata “al piano di sotto, è parte integrante della casa”.
Può rimanere uno spazio privato ma se vi fa piacere potrebbe diventare un luogo delle meraviglie da mostrare agli ospiti più intimi per intavolare discussioni sull’origine e la storia degli oggetti ivi contenuti, o invitarli ad indovinare l’utilizzo di accessori per la tavola che magari oggi non si usano più come piccoli dosatori per il talco in argento, nel caso in cui uno degli ospiti si macchi a tavola, o scopino e paletta d’argento che le cameriere di una volta, quelle dei ricchi borghesi o aristocratici, usavano per spazzolare le briciole dalla tavola».
© Riproduzione Riservata