ARTE
I maestri creano bellezza ogni giorno

In Giappone i grandi maestri d’arte sono nominati dall’imperatore “tesori nazionali viventi”.
In Francia, così come in altri Paesi, esiste una normativa precisa. In Italia dal punto di vista delle istituzioni si nota invece una certa fatica a leggere la presenza del maestro artigiano, che sia indipendente, a bottega, o che lavori per manifatture e maisons del lusso.
Con la creazione del titolo di MAM, “Maestro d’Arte”, nel 2016 la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte ha voluto valorizzare l’opera di protagonisti significativi delle diverse categorie dell’artigianato artistico. «Abbiamo voluto raccontare storie vere e straordinarie di persone che ogni giorno in Italia creano le forme della bellezza - spiega Alberto Cavalli, direttore generale di Fondazione Cologni Mestieri d’Arte -. In Italia siamo fortunati da questo punto di vista, perché disponiamo di tutte le possibili declinazioni dell’alto artigianato artistico made in Italy visto come luogo in cui si crea meraviglia, ottenuto dalla capacità dell’artigiano di usare le mani, nel senso di lavorare come interpretazione, trasferendo il progetto in un prodotto meraviglioso».
Oreficeria, ceramica, decorazione, illustrazione, arredo, ricamo, mestieri dello spettacolo, restauro, moda, pelletteria, vetro, cristallo e tanto altro: la bellezza è di casa nell’artigianato che forma i mestieri d’arte.
«Se i nostri giovani dovessero pensare che tutto quello che c’è di bello è stato fatto perché abbiamo avuto Raffaello, Michelangelo, Leonardo, allora basta, tiriamo i remi in barca - prosegue Cavalli -. Ecco che allora non abbiamo una nuova generazione motivata, ma intimorita, impaurita, o che è incline all’imitazione. Invece la finalità è dire che anche domani possono esserci questi grandi talenti che devono però essere un po’ aiutati a trovare la loro strada e crediamo che dare valore e visibilità a questi grandi maestri sia un modo per fare capire innanzitutto che esistono e poi che si può essere felici del nostro lavoro, essere felici di quello che si fa».
La Fondazione Cologni ha diversi progetti ai quali gli artigiani maestri d’arte possono collaborare, ma soprattutto è intensa l’attività di scouting che porta avanti alla loro conoscenza, «ma non sono rari - sottolinea ancora Cavalli - i casi in cui realtà ci vengono presentate da imprese e persone vicine alle Fondazioni. Il nostro portale well-made.it è una vera e propria comunità, una vetrina digitale con circa seicento artigiani attivi nei diversi territori italiani. Trovare e raccontare maestri d’arte e di eccellenza significa valorizzare chi a volte anche non si rende conto fino in fondo di quanto speciale e straordinario sia il suo lavoro». E importante nella creazione di nuovi maestri d’arte e nella crescita del mestiere d’arte è il ruolo dei tirocini formativi dei ragazzi. «Con il progetto “Una scuola un lavoro” ogni anno mettiamo a bottega circa venticinque ragazzi – spiega Cavalli -. I giovani mostrano un atteggiamento di sempre maggiore interesse per il mestiere d’arte, perché si rendono conto che fare qualcosa con le proprie mani è un modo di esprimere una diversità, un’identità importante. E i giovani d’oggi ne sono più consapevoli. Per loro conta anche l’impatto ambientale della produzione: i ragazzi vogliono sapere da dove viene e come è stato fatto, con che impatto ambientale, un oggetto e da secoli il lavoro dei maestri artigiani ha un impatto ambientale modesto, perché l’artigiano non spreca ed è espressione del territorio. È tutta una serie di fattori che toccano il cuore dei più giovani, sia come protagonisti sia come potenziali clienti: ci sono ricerche che dimostrano che i ragazzi sono disposti anche a spendere qualcosa di più a patto che sia per un oggetto con una storia più vicina al loro sentire».
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