ARTE
La galleria dei capolavori scomparsi

Internet e social media per ritrovare opere d’arte scomparse o rubate.
Lo scorso anno l’Interpol (International Criminal Police Organization, che coordina le polizie mondiali) ha lanciato un appello agli amanti dell’arte e agli aspiranti detective affidandosi a Twitter per ricevere informazioni su sei opere rubate tra le più ricercate al mondo. Allo stesso modo lo scorso novembre la multinazionale Samsung ha inaugurato Missing Masterpieces, una collezione digitale di alcune delle opere d’arte perdute più iconiche, tra cui dipinti di Vincent van Gogh, Paul Cézanne e Claude Monet. «Abbiamo appena pubblicato l’edizione di giugno 2020 del nostro manifesto Most Wanted Works of Art. Per favore, condividilo e tieni d’occhio questi preziosi», scrive su Twitter l’Interpol, pubblicando una cartolina che riunisce le sei opere perdute. Tra queste una moneta romana rubata la notte di Capodanno del 2019 da un museo di Parigi e una brocca in cristallo realizzata da Ludwig Lobmeyr, autore di un innovativo servizio di sottilissimi bicchieri di cristallo, ideali per la degustazione del vino. La brocca è stata rubata in una sala di vendite all’asta a Vienna nel dicembre 2019. Infine due opere scomparse da l’Aia, un orologio a pendolo e Giardino della canonica di Neunen in primavera di Van Gogh sottratto lo scorso marzo al Museo Singer Laren di Laren, in Olanda, proprio nel giorno del 167esimo compleanno dell’artista. Approfittando del lockdown i ladri sono e si sono impossessati della tela realizzata nel 1884 quando l’artista olandese si trovava con i suoi genitori nella cittadina di Nuenen, dove il padre era ministro della chiesa ritratta sullo sfondo. L’opera giovanile di Van Gogh è anche tra le protagoniste della mostra virtuale Missing Masterpieces fruibile sul sito web della Samsung e sulla TV The Frame. Noah Charney, esperto di crimini d’arte e fondatore della Association for Research into Crimes Against Art (ARCA), ha selezionato alcuni capolavori trafugati e attualmente ricercati dalle forze dell’ordine internazionali in prospettiva di realizzare un «museo di arte scomparsa, contenente più opere di tutti i musei del mondo messi assieme». Charney è convinto che «la tecnologia e i social media possano rappresentare un vero aiuto, permettendo alle persone comuni di partecipare alla ricerca. Non sarebbe la prima volta che una soffiata ingenuamente pubblicata online si rivela la chiave per risolvere un caso». Obiettivo dell’iniziativa è infatti quello di interpellare e coinvolgere il pubblico della rete nella ricerca delle opere scomparse, creando una sorta di passaparola che consenta di costruire indizi e prove che possano aiutare il ritrovamento delle opere trafugate. Della collezione Missing Masterpieces fa parte Vista di Auvers-sur-Oise di Paul Cézanne, rubato in stile mission impossible: approfittando dei festeggiamenti del Capodanno 1999, i ladri si sono arrampicati su un’impalcatura, hanno sfondato un lucernario, calato una scala di corda e schermato le telecamere con una bomba fumogena. Ci sono Cézanne e Monet, Au Moulin de la Galette di Renoir e pure il Ritratto del dottor Gachet di Van Gogh (battuto all’asta da Christie’s, a New York, per più di 82 milioni di dollari), scomparso nel nulla dopo esser stato acquistato dal miliardario giapponese Ryoei Saito nel 1990 alla cifra record di 85,2 milioni di dollari. Il magnate ha espresso il desiderio di essere cremato insieme al quadro (lo avrà fatto davvero?) ma, secondo qualcuno, l’opera potrebbe trovarsi in una collezione privata svizzera. «La caccia è in corso per tutti i capolavori della collezione, ma ho la sensazione che uno dei Van Gogh sarà recuperato, e molto presto», anticipa Charney. Chiunque scopra qualcosa può condividere suggerimento, teoria o indizio su Instagram, taggando @samsungitalia e usando l’hashtag >MissingMasterpieces.
© Riproduzione Riservata