BENESSERE
Arte e salute a stretto contatto

L’arte come incontro tra generazioni. Come contatto tra giovani e anziani. Come modo per relazionarsi e coinvolgere le fasce più deboli e fragili. L’arte come conoscenza, come scambio, come modo per dare risposte ai bisogni di identità e di senso esistenziale.
Per evitare il diminuire delle relazioni negli anziani, ricostruendo una rete relazionale che li re-includa in un contesto sociale che a volte sembra non essere più adatto a loro. E per far sperimentare ai giovani contesti relazionali di solidarietà e collaborazione dai quali sembrano troppo spesso essere esclusi, allontanandoli dalla competizione e dall’antagonismo e facendo scoprire l’importanza del piacere della relazione più che l’autorealizzazione.
«Arte per non stare in disparte» è il progetto che, con ente capofila Auser Insieme Busto Arsizio e con Auser Insieme Gallarate, Associazione Evolvere, Officina025 onlus, Assieme a Francesco e 26x1 – Circolo Gagarin, pone appunto l’arte plastico-pittorica e il teatro in particolare come motivi di energia creativa in grado di favorire l’espressione del sé e la comunicazione.
Con sedi Busto Arsizio e Gallarate, il progetto è partito nei mesi scorsi con un percorso formativo che alla parte più generale affianca quella legata alle tecniche plastico-pittoriche e al teatro, rivolgendosi in gran parte agli studenti delle scuole superiori, nell’ottica dell’orientamento e dell’alternanza scuola/lavoro, oltre che a operatori, insegnanti, caregiver e volontari, per fornire loro e far praticare le tecniche da proporre a quella che sarà l’utenza finale.
In particolare, parlando dei ragazzi, con questo percorso i giovani vengono a conoscenza di opportunità di lavoro e cominciano insieme a praticare un volontariato di relazione e di appoggio per gli anziani, aprendosi all’integrazione anche di altri soggetti fragili del territorio.
I percorsi formativi sono condotti naturalmente da esperti quali lo psicologo e psicopedagogista Mario Sigfrido Coda, l’arteterapeuta Fernanda Lombardi e l’attrice e regista Chiara Savoia.
Gli step successivi alla formazione mirano a dare vita a spazi-laboratorio di incontro tra generazioni diverse e tra soggetti con risorse e culture diverse, tra volontari e utenti fragili: una rete intessuta dalle arti e dalle relazioni.
Al momento è in fase conclusiva la formazione, che ha coinvolto tra le 30 e le 45, in gran parte proprio ragazzi delle scuole superiori di Gallarate e di Busto Arsizio che hanno già dato la piena disponibilità anche alla terza fase, quella del volontariato per tenere aperti e attivi gli spazi laboratoriali.
Ora l’attenzione è rivolta proprio all’individuazione dei due spazi che saranno atelier e che verranno tenuti aperti e gestiti dai volontari formati, che porteranno avanti i laboratori, diventandone parte attiva con la supervisione e il monitoraggio degli esperti.
I finanziamenti ottenuti attraverso bando assicurano le attività fino a ottobre, ma lo scopo è dare una continuità molto più lunga e a questo proposito ci si è già attivati per nuove risorse.
E dunque in primavera partiranno le attività legate al progetto di laboratori di arteterapia plastico-pittorica e di teatroterapia, senza precludere in futuro la possibilità di aprirsi ad altri moduli, dalla musicoterapia alla DanzaMovimentoTerapia, all’ortoterapia, solo per fare alcuni esempi.
Esempi di arteterapia e delle sue diverse declinazioni esistono da tempo in provincia e in tutta Italia e sono esempi di grandissima importanza, attivate in tanti campi con risultati interessanti. «Arte per non stare in disparte» vuole fare di questi strumenti un terreno di scambio intergenerazionale, partendo dalla formazione che, alternando parti pratiche a parti teoriche, permetta poi di sviluppare incontri tra tipologie diverse di utenti: disabili e anziani, bambini e anziani, studenti e anziani, anziani istituzionalizzati e non, solo per fare qualche esempio.
E la conduzione finale dei laboratori di arte e teatro nello spazio di incontro è pensata proprio a cura degli operatori e dei volontari che hanno partecipato alla formazione e conseguito i requisiti necessari. Un progetto dunque che è finalizzato a creare una rete attenta ai bisogni dei più fragili, con particolare attenzione alle relazioni che si facciano carico di situazioni di svantaggio, di quelle fasce di popolazione portatrici di fragilità relazione, fisica o psichica, e che sono a rischio di esclusione e di isolamento sociale. Mettendo al centro l’arte.
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