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Il Leonardo “tessile”

Così diversi, così simili. Con la stessa passione per i tessuti preziosi. Il potente Ludovico il Moro li usava per mostrare il proprio ruolo di duca. Beatrice d’Este, sua moglie, amava innovare e sperimentare nuovi tessuti e tagli sartoriali.
Generosi, entrambi, nel donare preziosi arredi liturgici a chiese e santuari, tra cui quello del Sacro Monte sopra Varese e, secondo una tradizione, a San Giovanni Battista di Busto Arsizio.
Tutto sotto la sapiente regia di Leonardo che, alla corte sforzesca, allestiva feste e apparati, con scenografie teatrali e automi che meravigliavano e stupivano i presenti.
Alla corte milanese Leonardo progetta originalissimi tessuti, bordure, guarnizioni e accessori e si cimenta nel campo sartoriale. Inoltre, conosce l’attività produttiva tessile, dal filato al finissaggio, e cerca soluzioni innovative per renderla più fluida, meccanizzare gli strumenti manuali e diminuire la fatica umana.
A questo aspetto, tra i meno conosciuti della progettualità di Leonardo, è dedicata la mostra inaugurata sabato a Busto Arsizio e che resterà aperta fino a domenica 27.
Organizzata dalla Fondazione Giuseppe Merlini e dall’amministrazione comunale con la collaborazione di Canclini, l’esposizione, a cura di Serena Colombo, racconta una storia di intrecci virtuosi, che legano gli interessi di Leonardo con la tradizione tessile della città e del territorio, fino all’innovazione contemporanea.
A segnare la trama della narrazione (con un allestimento ideato e realizzato da Ideabitmap), sono esposti sette modelli in scala e funzionanti di macchine tessili, in prestito dalla Collezione Canclini. Attraverso questi modelli, dal filatoio ad aletta al telaio meccanico, dalla garzatrice al battiloro, le idee di Leonardo prendono forma.
I suoi progetti, rimasti in gran parte solo sulla carta, troppo all’avanguardia nel Rinascimento, sono stati infatti realizzati tre secoli dopo. Una selezione di oggetti e documenti dal Museo del Tessile e della Tradizione Industriale, la cui visita costituisce il necessario seguito dell’evento espositivo temporaneo, racconta la storia tessile della Manchester d’Italia. Dalla tradizione alla contemporaneità, il percorso si conclude con un focus, a cura di Centrocot di Busto Arsizio, dedicato alle testimonianze dell’innovazione, tra fibre e finissaggi ad alte prestazioni e tessuti e prodotti finiti realizzati con materiale di recupero e caratterizzati da basso impatto ambientale.
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