TRA LOMBARDIA E PIEMONTE
Carcasse di cinghiali: allarme peste suina nel Parco del Ticino
Trovati quindici animali morti: verranno analizzati. Si aggiungono ai ventinove con Psa rinvenuti nelle scorse settimane

Cresce l’allarme per la Peste Suina Africana nel parco del Ticino. Negli ultimi giorni quattro guardiaparco, due dell’ente piemontese e due di quello lombardo, insieme a cinque tecnici dei servizi veterinari delle Asl di Novara e Torino, hanno recuperato 15 carcasse di cinghiale rinvenute nei boschi situati sulla sponda sinistra del “fiume azzurro”, quella lombarda, che però in parte ricade, dal punto di vista amministrativo, entro i confini di Cerano. Quanto rinvenuto sarà a breve analizzato dalle aziende sanitarie.
GRANDE ATTENZIONE
Questi resti sono andati ad aggiungersi ai 29 ritrovati nelle scorse settimane: tutti si sono rivelati infetti dalla Psa. Le ricerche sono rese difficoltose dalla densità dell’area verde e dalla conformità del terreno, oltreché dalle necessità di provvedere alla sistematica disinfezione di mezzi, strumenti e abbigliamento, e di evitare contaminazioni di qualsiasi tipo, al di fuori delle aree di intervento.
L’APPELLO ALLA CITTADINANZA
Il parco del Ticino e del lago Maggiore ha anche invitato la cittadinanza a segnalare sempre eventuali avvistamenti di carcasse, o anche solo di resti di animali quali ossa e pelli. «È inoltre opportuno - viene precisato - cambiare almeno le calzature, o quantomeno effettuare la loro disinfezione con prodotti idonei, ogni volta che si termina un’escursione nel parco». Nei comuni di Oleggio, Bellinzago Novarese, Cameri, Galliate, Trecate, Romentino e Cerano ogni attività nei boschi, passeggiate comprese, svolte da gruppi superiori alle 20 persone richiede apposita autorizzazione del sindaco.
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