IL CANTIERE
Caserma Garibaldi: tornano i ponteggi
Sarà ripristinato l’intonaco della facciata, già ammalorato. Le impalcature saranno poi spostate per completare i lavori

Come anticipato dalla Prealpina sul quotidiano di domenica 9 marzo, il Comune di Varese annuncia la ripresa dei lavori nell’edificio della ex Caserma Garibaldi. Sulle facciate sono state rimontate le impalcature che nelle prossime settimane consentiranno l’esecuzione di diversi lavori tra cui l’installazione degli infissi alle finestre. La prima fase di lavori interesserà il lato di via Magenta dove l’azienda sarà tenuta al ripristino dell’intonaco della facciata. In alcuni punti infatti, l’intonaco necessita di un intervento di ripristino ma l’Amministrazione ha comunque chiesto all’azienda di intervenire repentinamente e avvierà tutte le procedure in caso di lavoro non eseguito a regola d’arte.
Al termine di questa prima fase le impalcature saranno rimosse e spostate nelle altre porzioni di facciata per completare i lavori sulle altre pareti della Caserma. Proseguono poi tutti i lavori all’interno della struttura e nel cortile.
ANGEI: «SIMBOLO DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO»
«Le facciate della Caserma Garibaldi sono nuovamente coperte dalle impalcature. Ecco il simbolo di un fallimento preannunciato che, come Lega, avevamo più e più volte denunciato – dichiara Stefano Angei, vicecapogruppo della Lega in Consiglio comunale –. Abbiamo presentato innumerevoli atti in Consiglio comunale e interrogazioni all’assessore ai Lavori pubblici per chiedere conto delle modalità con cui erano stati eseguiti i lavori di riqualificazione della facciata ma inizialmente le nostre segnalazioni venivano quasi derise. Ci veniva detto che tutto procedeva secondo cronoprogramma e che i lavori erano stati eseguiti correttamente. Tuttavia, il progressivo deterioramento della facciata è diventato così evidente che, alla fine, anche la stessa Giunta ha dovuto riconoscere la realtà: i lavori erano stati fatti male. Ricordiamo che per questo importante intervento sono stati utilizzati fondi della Regione Lombardia. Dopo i proclami in pompa magna con cui avevano celebrato la rimozione delle impalcature, oggi il cantiere non solo subisce un rallentamento, ma fa un vero e proprio passo indietro. Per questo depositeremo a breve un’interrogazione urgente per capire l’impatto di questo nuovo intervento. Purtroppo questa vicenda è la triste rappresentazione di come vengono gestiti i cantieri a Varese, soprattutto quelli strategici. Basta guardare alle Stazioni, a Villa Mylius o al cosiddetto “Piano Asfaltature”, che in gran parte è già da rifare. D’altronde, per fare l’assessore ai Lavori pubblici non è richiesta una competenza specifica. Non se ne fa una colpa a nessuno, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire».
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