CASTAGNE
Passeggiare nei boschi diventa gustoso

Una tira l’altra. Sia assaporandole che raccogliendole. Le castagne sono il frutto simbolo dell’autunno e soprattutto sulle Prealpi dominano il panorama dei boschi di questo periodo, quando basta addentrarsi in un’area verde per trovare i ricci e, con essi, le deliziose “ghiande”.
Nel Varesotto la raccolta delle castagne è una tradizione molto antica, derivante del fatto che qui i castagni sono di casa. Eppure negli ultimi anni si era un po’ persa: da un lato il benessere ha portato molti a non voler più “piegare la schiena” nella raccolta. Dall’altra l’invasione del cinepide, un parassita cinese, aveva colpito pesantemente la produzione degli alberi.
Quest’anno, invece, il nemico della Cina è stato più buono e, quindi, le castagne sono tornate in abbondanza anche dalle nostre parti. Dove raccoglierle? In realtà praticamente ogni paese, soprattutto nella zona nord del Varesotto, ha il suo bosco di castagne, ma ci sono alcuni luoghi simbolo, dove potersi costruire un itinerario che comprenda la raccolta, una passeggiata e, per “premiarsi” una degustazione in qualche locanda tipica che propone menù autunnali.
Nel Varesotto la capitale della castagna è sicuramente Brinzio, il paese che con Orino e Castello Cabiaglio ha maggiore tradizione in questo tipo di produzione agricola. Prima di inoltrarsi nei boschi, però, sono fondamentali due avvertenze. Primo: ci sono dei terreni privati dove, chiaramente, la raccolta è vietata. Secondo: la sicurezza viene prima di tutto e, oltre a un abbigliamento consono, tipo quello che si usa per andare a camminare in montagna, nel 2020 bisogna prestare particolare attenzione su un altro aspetto. Anche questa zona del comprensorio del Campo dei Fiori è stata colpita fortemente dal vento: ci sono piante cadute e pericolanti e, quindi, proprio nella zona fra Brinzio e Orino, è meglio evitare di andare: «Bisogna stare molto attenti - dice Luca Colombo, coordinatore del Consorzio Castanicoltori – perché ci sono sentieri bloccati e piante a rischio crollo che fanno paura anche per via di molti rami spezzati».
Nonostante ciò le occasioni non mancano, come nel parco Pineta fra Tradate e Appiano Gentile, oppure ad Angera sul Lago Maggiore, oppure a Comabbio. Restando nei pressi di Varese, invece, un borgo non toccato dal vento è quello di Bregazzana dove si può effettuare un’ottima raccolta, così come a Mondo Nuovo (Cuasso al Monte), Mondonico (Valganna) e Induno Olona, ai piedi del Monarco. «In generale il castagno è un albero da frutto che si trova al limitare del paese - dice ancora Colombo - quindi se si entra nel bosco e dopo 20 minuti non si trova niente, è meglio tornare indietro. Per chi vuole provare un’esperienza più completa, invece, noi apriamo le selve private e, con una guida, si può prenotare sul nostro sito il riferimento (consorziocastanicoltori.it) e raccogliere le castagne in sicurezza. Chiaramente ogni paese dice che le sue castagne sono le più buone, Brinzio è sicuramente un posto più conosciuto perché ha una tradizione: quarant’anni fa, per esempio, qui veniva la Zuegg coi camion a rifornirsi».
E anche raccogliendole a mano, se si trova il bosco giusto, si fa presto a compiere una bella scorsa. Attenzione però a non eccedere: «La castagna infatti - spiega ancora Colombo - è un frutto che deperisce in fretta. In meno di una settimana si butta via, anche se conservata in frigo. È quindi inutile portar via 20 chili di castagne. Anche perché, se viene congelata a crudo, perde il suo gusto. Il consiglio è di cucinare le caldarroste e, una volta cotte, metterle in freezer. Tirandole fuori a Natale, si mettono sul calorifero e poi in forno e sono buone come appena raccolte. Prima di questo procedimento, però, appena tornati a casa, suggerisco di metterle subito in acqua: se la castagna galleggia, va buttata via. La stagione andrà avanti fino a fine mese, forse qualcosa in più in alcune zone del Luinese, dove si è più indietro». Insomma, non resta che affrettarsi.
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