CORONAVIRUS
La pandemia spiegata ai bambini

Non andare in questi giorni all’asilo o a scuola si associa inevitabilmente nella mente dei bambini all’idea di una vacanza. Del resto, le scuole sono chiuse in estate, nelle feste comandate come il Natale e la Pasqua.
Ma guardando dalla finestra lo scenario è molto diverso: le poche persone che si vedono per strada indossano una mascherina, i negozi hanno le serrande abbassate, i posti di divertimento, come il cinema e l’oratorio sono chiusi, i giardinetti sono deserti.
Come spiegare a un bambino cosa sta succedendo? Come raccomandare le precauzioni imposte dal Coranovirus. Come raccontare una situazione che si evolve di giorno in giorno e che gli adulti non hanno mai sperimentato?
Ne abbiamo parlato con Antonella Costantino, direttrice dell’Unità di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza al Policlinico di Milano.
«E’ bene parlare ai bambini in modo tranquillo e diretto - spiega l’esperta - trovando il giusto equilibrio tra la spiegazione di cosa sta accadendo fuori di casa e l’insegnamento delle norme di prevenzione per una malattia nuova. Ma soprattutto bisogna manifestare competenza, perché molti bambini non aspettano le spiegazioni degli adulti per interpretare quello che accade nel mondo. Per questo bisogna parlare loro con sicurezza e al più presto per evitare che le loro idee siano confuse o sbagliate».
E’ meglio, utilizzando magari dei disegni, partire da informazioni che i bambini già conoscono, come l’influenza stagionale, il raffreddore e il mal di gola. Anche quello dell’influenza è un virus che si trasmette stando a contatto con altre persone e frequentando luoghi affollati.
Saranno in molti ad osservare che l’influenza non fa chiudere le scuole per settimane e non costringe le persone a usare le mascherine. Si può rispondere che questa è una situazione nuova, per la quale non abbiamo ancora soluzioni adatte. Non sappiamo se ci sono medicine giuste e sono molti coloro che stanno cercando un vaccino efficace.
Questo è un buon punto di partenza per spiegare ai piccoli l’importanza delle regole di prevenzione, come lavarsi spesso le mani e utilizzare fazzoletti usa e getta. Tutte azioni che possiamo trasformare in gioco, con la complicità degli adulti, dando ai bimbi degli incarichi di controllo: «Papà, mamma vi siete lavati le mani?».
Un altro motivo importante è mettere in evidenza gli aspetti rassicuranti: in Italia la sanità funziona bene e ci sono tanti esperti che stanno lavorando per trovare una soluzione.
E per finire una raccomandazione a tutta la famiglia (genitori, fratelli e sorelle maggiori, nonni): non si trasmette tranquillità e sicurezza quando si è preoccupati per sé stessi o per la salute di un proprio caro.
«Gli adulti devono saper gestire la propria ansia - conclude Antonella Costantino - perché se non siamo in grado di controllarci, i nostri figli lo capiscono subito e l’ansia è contagiosa».
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