RIFLETTORI SULLA CITTÀ GIARDINO
Corsalini porta Varese al cinema
Con un docufilm sulla storia della città. «Creare un effetto “wow” per risvegliare le grandi potenzialità di Varese»
Dal Sacro Monte alla Schiranna. Da Belforte a Velate. Passando ovviamente per il centro. E con un’ambizione: creare un effetto “wow”. La bellezza che chiama stupore. Un documentario di 90 minuti sulla città realizzato da Samuele Corsalini, scrittore e divulgatore molto apprezzato sui social, con storie, retroscena, aspetti poco conosciuti, l’intreccio tra luoghi e personaggi. E questo lavoro che finirà al cinema. Proprio così: Varese andrà sul grande schermo. L’operazione è col Miv (Multisala Impero).
UNA NUOVA BELLE ÉPOQUE
«Quando vedi per la prima volta la Torre Eiffel esclami “wow”, dopo dieci anni che ci passi davanti la prendi come punto di riferimento geografico, lo stupore non c’è più. Ecco col documentario su Varese intendo risvegliare lo stupore anche da parte dei varesini. Questa meravigliosa città è stata ammirata durante la Belle Époque, ora non più. Eppure le potenzialità ci sono, tutte, intatte. Occorre risvegliarle... ». Da questa sfida il docufilm (girato nei luoghi narrando) che andrà in programmazione al cinema.
IN CATTEDRA ALL’INSUBRIA
Corsalini coi suoi video su Varese (cantore della Città Giardino con “Quel che non sai di Varese”) ha riscosso notevole successo: quello sulla storia del Calzaturificio di Varese ha ottenuto 750.000 visualizzazioni, l’ultimo in ordine di tempo (giovedì) su retroscena di corso Matteotti ha già sfondato quota 100.000.
E da aprile, sarà in cattedra all’università dell’Insubria per un seminario destinato agli studenti di Scienze della comunicazione.
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