CUCINA
Nel piatto fioriscono i sapori

Zona rossa, zona gialla, arancione o arancione rinforzata. Di sicuro in questo periodo i colori non mancano. Ma volete mettere con quelli variopinti, profumati e... gustosi dei fiori?
Specialmente ora che è in arrivo la primavera. I fiori commestibili possono essere utilizzati in cucina per dare un tocco di allegria ed eleganza ai piatti ma anche per insaporirli e fare il pieno di benessere. I fiori sono infatti una fonte alimentare da riscoprire sempre più utilizzata dai grandi chef.
Le proprietà nutritive dei fiori derivano dalla presenza di composti salutari per la dieta umana come i polifenoli, importanti per la loro attività antiossidante, e il polline grazie al contenuto di carboidrati, sostanze azotate, lipidi, carotenoidi e flavonoidi. Il nettare contiene zuccheri, aminoacidi, proteine, sali minerali, acidi organici, fenoli, alcaloidi e terpenoidi; i petali vitamine e antiossidanti. La loro attività antiossidante è maggiore di quella dei comuni ortaggi a foglia, specie quella delle varietà con fiori rossi e blu, grazie a un più alto contenuto di antociani.
L’ideale sarebbe mangiare fiori coltivati personalmente ma, se non avete il pollice verde o vi manca il tempo, non è raro ormai trovare supermercati che vendono delle vaschette con una selezione di fiori freschi. In commercio, in particolare con vendita diretta dei vivai, si trovano fiori commestibili freschi, cristallizzati o disidratati. Evitate invece la raccolta fai da te: esistono parecchie specie di fiori tossiche, anche gravemente, che spesso vengono confuse con varietà commestibili, con cui magari condividono il nome popolare. Normalmente lo sono stami, pistilli e gambi: è meglio mangiare solo i petali dei fiori. Inoltre, i fiori vanno introdotti nella dieta gradualmente, specialmente per chi soffre di allergie. E alcune specie vanno consumate con parsimonia: per esempio i fiori di Viola tricolor che contengono saponina.
Un piccolo consiglio: molti fiori, come quelli dolci del sambuco, perdono il loro aroma se vengono lavati. Meglio scuoterli delicatamente senza usare acqua per controllare che non vi siano insetti. Se si sono afflosciati è possibile rivitalizzarli facendoli galleggiare su acqua ghiacciata per qualche istante. Non troppo, però, altrimenti perderanno il loro aroma. L’uso dei fiori in cucina lascia spazio alla massima creatività, facendo però attenzione ai sapori particolari.
Ecco una piccola panoramica tra i fiori meno difficili da reperire. I fiori del crescione hanno un gusto forte, persistente, frizzante e anestetizzante. Molte specie di begonia hanno fiori croccanti, aciduli e agrumati, la borragine ha un fiore molto decorativo con leggero aroma di cetriolo; la calendula ha fiori dal gusto leggermente speziato. I garofani hanno fiori di vari colori leggermente dolci e profumati; la fucsia regia ha fiori amarognoli che ricordano il gusto del ravanello; gli emerocallidi hanno fiori croccanti il cui gusto riporta a quello dell’insalata; l’ibisco ha fiori dal sapore acidulo-aromatico, mentre dai calici secchi si produce il karkadé.
Diverse varietà di basilico hanno fiori dai gusti particolari: al limone, alla cannella o speziato; il geranio odoroso ha fiori commestibili con un delicato aroma di limone. La salvia discolor ha fiori molto scuri ricchi di nettare dolciastro e petali che sanno di ribes e pinoli; la salvia fruttata ha fiori fucsia dal gusto fruttato simile all’albicocca e alla pesca; i fiori dei tagete hanno aroma speziato simile al curry, ai chiodi di garofano o al limone.
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