LA PROPOSTA
Da Parigi al Varesotto, il ritorno della Gioconda?
L'assessore regionale Caruso: «Disponibili a ospitarla»

Il sorriso di Monna Lisa potrebbe tornare in Lombardia. E c’è chi sogna di vedere l’opera nel Varesotto. Dove, nelle Valli Luinesi, Vincenzo Peruggia, il ladro della Gioconda, tornò due anni dopo, nel 1913, portando l’opera con sé. Tra mito, leggenda e storia, le vicende del dipinto più celebre di Leonardo da Vinci e più celebre al mondo sono intrecciate con questa terra.
Perché se ne parla
Veniamo ai giorni nostri e ai dati di fatto. La Lombardia, per voce dell’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, ha infatti dato la propria disponibilità ad accogliere il dipinto fino a che alcuni lavori necessari al Louvre non saranno conclusi. Il presidente del museo parigino, Laurence Des Cars, ha infatti lanciato l’allarme sulle condizioni strutturali del Louvre. E la Regione ha accolto dunque l’appello per una collocazione diversa e momentanea del celeberrimo quadro. La proposta verrà accolta, si concretizzerà in un trasferimento seppure a tempo? E dove? al momento, non è così fondamentale definirlo. Ma la gente sogna.
Il sorriso
L’assessore Caruso, che è stata intervista anche dal Times sulla questione Monna Lisa, rispetto alla possibilità di ospitare per qualche tempo La Gioconda, sorride. Anche lei. «Non potrei essere più che felice se La Gioconda arrivasse nella mia e nostra provincia - dice - ma non è questo il punto. Servono strutture con condizioni molto particolari per la conservazione e fruizione del dipinto, condizioni che devono essere vagliate con attenzione e che sta agli esperti indicare».
Condizioni particolari che non inficiano però la proposta di offrire una casa momentanea all’opera «riconoscendo naturalmente la proprietà francese e mettendo la Regione Lombardia a disposizione in un’ottica di collaborazione».
La città ideale
Insomma ci si tolga dalla testa la possibilità che La Gioconda rimanga qui, in Lombardia, per sempre. Anche se si parla della Pinacoteca di Brera o del Cenacolo Vinciano come candidati ideali, la notizia ha portato alcuni lettori addirittura a candidare Varese, con il Castello di Masnago, a sede per l’esposizione-evento.
L’assessore Caruso non commenta questa “proposta popolare” ma sottolinea: «Siamo qui in un’ottica di collaborazione: La Gioconda è capolavoro della collettività a livello mondiale ed è giusto che il maggior numero di persone possa vederla». E poi, ci sono le Olimpiadi invernali del 2026 e «sarebbe bello approfittare di questo grande evento e del flusso di turisti importante che ne conseguirà, una occasione adatta per avere un pubblico ancora più internazionale».
Il “colpo” più celebre
Il furto più famoso al mondo, quello compiuto nel 1911 al Museo del Louvre di Parigi, fu messo a segno dall’italiano Vincenzo Peruggia, originario della Val Veddasca. E tra leggenda e storia, certo è che il Museo della Gioconda esiste davvero sulle nostre montagne, il Micromuseo di Cadero. Si dice poi che La Gioconda custodita al Louvre non sia l’originale e che addirittura l’originale sia ancora qui, ma questa è tutta un’altra storia...
© Riproduzione Riservata