LA GUIDA
Ditelo con un fiore

Dillo con un fiore. E con il suo colore. È un linguaggio non verbale, la florigrafia, un vero e proprio modo per comunicare. Attraverso i fiori e gli allestimenti floreali. Sviluppato dall’antichità, le sue sfumature oggi si sono un po’ perse, ma questo non significa che i fiori non mantengano un loro significato particolare e che, attraverso di esso, non riescano a comunicare sensazioni, emozioni, a trasmettere un messaggio. A essere simboli per esprimere un augurio, un sentimento, una speranza. «Già gli antichi romani – spiega Maria Antonietta Terzi, che per vent’anni ha lavorato come fiorista e fioraia a Gallarate – sostenevano ci fossero piante che portavano cose buone, annoverando tra queste la dracena, o yucca, che è il tronchetto della felicità, e lo spatifilio, che sono veramente piante studiate dalla Nasa ma anche in situazioni di ricerca contro il cancro. Hanno la capacità di assorbire sostanze nocive attorno a noi e di sprigionare sostanze buone. Così come l’anturium, che è una pianta che va “regalata” ed è augurio di soldi». E gli antichi romani, che l’abitudine del fiore e il gusto del bello l’avevano, lo sapevano bene e ce l’hanno tramandato. «Inoltre – aggiunge Maria Antonietta Terzi – si tratta in tutti questi casi di piante molto resistenti, dello spatifilio e della yucca si dice che sono piante “di ferro”, che resistono a lungo anche bagnate poco e si riprendono subito, mentre l’anturium non ha solo radici nel terreno, ma anche aeree». E dunque sono in grado di sopravvivere anche con chi il pollice verde non ce l’hai poi così sviluppato. Per il resto, non solo i fiori portano con sé un significato, ma sono in grado di modularlo sulla base del loro colore. «Tra i fiori – prosegue la fiorista – la rosa è sicuramente quello dell’eccellenza, dell’amore, dell’eleganza. Bianca è segno dell’amore puro, dell’eleganza del rapporto e della persona. Il bianco in sé è il colore della purezza, pensiamo alla calla che è un fiore elegante e da cerimonia, matrimonio, comunione, cresima e che, assieme alle fresie e alle bocche di leone, porta in sé il senso del ringraziamento per qualcosa di importante. Ultimamente molto usato ed elegante è anche il lisianthus, bianco e simile alla rosa, doppio o ramificato singolo». Tornando alla rosa, è fiore perfetto per ogni tipo di rapporto amoroso, nel colore rosso indica la passione, nel blu la serenità del rapporto (come tutti i fiori che sfumano nell’azzurro), nell’arancione il senso dell’amicizia. Un discorso a parte merita però il colore giallo nei fiori. «Lo si associa spesso all’invidia – aggiunge Maria Antonietta Terzi -, ma non è così: piuttosto è un colore spesso utilizzato nei fiori del papa, accanto a quelli bianchi, perché identifica lo splendore della persona. Ed è usato per augurare qualcosa di splendido». Che lo si faccia con le rose o con i girasoli, è il colore che sottolinea il messaggio. Così come il viola, che oggi va molto di moda, era legato invece a qualcosa non proprio allegro. Ma le usanza cambiano e oggi il senso del linguaggio del fiore spesso non va di pari passo con ciò che in questo momento piace di più. Ma c’è anche un fiore che, bellissimo, se regalato in un bouquet è unito gli altri, ma se donato da solo dovrebbe portare chi lo riceve a farsi qualche domanda: «Il narciso – sorride la fioraia – che lega il suo nome proprio al narcisista. Un fiore stupendo ma che se utilizzato da solo non porta con sé un messaggio così elegante». E adesso che l’inverno è quasi alle porte, il consiglio per un bel dono primaverile si lega alla mimosa. E in un bouquet, soprattutto da sposa, rose bianche e gialle e fiori d’arancio, profumati e che portano bene. Se proprio questi ultimi non ci sono, tanti bei gelsomini.
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