ROMA
Filippucci, 'il mio anno magico tra Sanremo e il primo live'
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Un talent come Amici a maggio, il
successo a Sanremo Giovani e l'apertura del concertone di
Capodanno al Circo Massimo dove ha cantanto davanti a 70mila
persone, passando per il successo del primo ep ufficiale "Un'ora
di follia" ma anche per l'apprezzamento del pubblico per i suoi
inediti "Non mi dimenticherò", "Yin e Yang" e "Cuore bucato".
Già basterebbe questo per un artista di soli 19 anni, ma l'anno
magico di Nicolò Filippucci continua a brillare con il pass per
le Nuove Proposte di Sanremo e poi il 13 aprile il suo prime
live a Milano.
"Sicuramente sono un po' agitato - ammette in un'intervista
con l'ANSA - ma penso sia normale, però non lo vivo come uno
scoglio, anzi, più come un'opportunità di cui sono molto grato e
una bellissima esperienza. Quindi non vedo l'ora, perché mai
avrei pensato di calcare un palco come quello alla mia età". Il
brano che porterà all'Ariston, "Laguna", è una power ballad
intensa e viscerale che fa da apripista al prossimo progetto
discografico, in uscita in primavera, e sta già macinando
record. Il singolo già a Natale ha superato il milione di
streaming su Spotify, rendendolo il primo tra i partecipanti di
Sanremo Giovani a raggiungere questo traguardo. "Sta andando
bene - dice -, sono contento che sia piaciuto. Devo dire che è
un pezzo a cui tengo, che mi piace tanto, è anche molto
riflessivo, molto introverso e racconta anche un po' una parte
di me". E pensa che sia giusto per Sanremo "perché è un pezzo
vero, sincero, credo che sia un po' la chiave in generale della
mia musica. Cerco sempre di esprimermi per quello che sono, per
il mio vissuto, quindi per questo ho deciso di portarlo per
Sanremo Giovani".
Quanto alla polemica dell'Eurovision, l'artista spiega
semplicemente: "Secondo me la musica in un certo senso va oltre
la politica, però dico in un certo senso perché spesso è anche
un modo per parlarne. La cosa molto bella della musica è il
fatto che ci si può esprimere, dico liberamente, e speriamo che
rimanga tale. Quindi anche all'Eurovision non credo sia brutto
portare un messaggio contro la guerra. Al di là della musica, al
di là della politica, dovrebbe essere normale nel mondo
sostenere la pace e non la guerra".
Originario di Corciano, a 15 km da Perugia, Nicolò Filippucci
la musica ce l'ha nel sangue dalla più tenera età, ispirato
dalla mamma appassionata di canto, dal nonno (che non ha
conosciuto) che ha scritto canzoni per lo Zecchino d'Oro e dal
fratello Jacopo che si occupa di musica elettronica. Ma quali
sono i suoi miti? "Sono cresciuto con veramente tanta musica
diversa, i miei genitori sono grandi appassionati. I miei idoli
sono Michael Jackson, Stevie Wonder e i Queen, ho sempre
ascoltato anche tanta musica italiana, ma loro li metto
nell'Olimpo. Tra gli italiani Giorgia, Tiziano Ferro, Marco
Mengoni, il cantautorato di cui era appassionata mia madre,
anche Francesco Guccini". E se avesse avuto la possibilità di
fare un duetto? "Almeno tu nell'universo per me è un pezzo
stupendo, bellissimo. Certo, forse avrei avuto paura per la
grandezza di chi l'ha scritto e di chi l'ha intepretato". Anche
tra i Big di quest'anno ce ne sono molti che stima: "Ad esempio
Michele Bravi, Serena Brancale, Arisa... Ne stimo e apprezzo
molti, ci sono tanti artisti molto forti, sono molto emozionato
anche per quello".
Nella sua generazione colpita dalle chiusure del Covid vede
molta forza: "Quel periodo ci ha un po' 'ribaltato', l'ho visto
anche molto su mio fratello che è un po' più grande di me.
Essere costretti a stare a casa sicuramente non è stato facile a
livello psicologico. Ma in generale devo dire che vedo in molti
ragazzi tanta voglia di fare e magari di cercare di migliorare
le cose. Questo mi mette un pochino di tranquillità, perché vedo
molti ragazzi desiderosi di mettersi in gioco". (ANSA).
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