FLORILEGIUM
Immersi nei fiori

Entrare a occhi chiusi. Respirare il profumo dei fiori. Aprire gli occhi e trovarsi immersi in un giardino pensile, collane di boccioli e corolle che scendono dalla cupola ellittica, invadono le nicchie, dialogano con le forme sinuose delle statue barocche e con i toni pastello degli affreschi. Siamo nell’oratorio di San Tiburzio a Parma, scelto per la prima installazione italiana dell’artista inglese Rebecca Louise Law.
Ideata all’interno del ventaglio di iniziative che vedono Parma capitale europea della cultura per il 2020, rimasta in sospeso in questi mesi, l’istallazione è stata finalmente inaugurata e sarà visitabile fino a dicembre. Oltre 200mila fiori secchi in cui il visitatore è invitato a immergersi, sperimentandone il mutare nel tempo…
«Con le mie opere racconto il ciclo della vita. Mi piace portare le persone in uno spazio dove possano solamente essere: quando il ciclo della vita corre troppo velocemente, per un solo attimo possiamo semplicemente fermarci ed assaporare quello che l’arte ci offre». Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea, progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica di Parma, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. Un meticoloso lavoro di studio ha permesso di recuperare fonti storiche, materiali d’archivio, antichi erbari, e di riscoprire i luoghi protagonisti dell’antica tradizione chimico-farmaceutica cittadina, che oggi si vorrebbe riaprire e collegare in un unico itinerario. Tra le tappe, l’orto botanico, ideato alla fine del Settecento ma erede del secentesco Giardino dei Semplici, dedicato alla coltivazione delle erbe medicinali e l’Antica Spezieria del Monastero Benedettino di San Giovanni, che conserva ancora documenti e ricette, alambicchi e bottiglie in vetro di un piccolo laboratorio a suggerire l’attività di produzione dei medicamenti svolta dalla spezieria del monastero. In centro, in Vicolo San Tiburzio, si trovano fianco a fianco la Farmacia San Filippo Neri, straordinariamente integra nella struttura originale del 1789 e l’oratorio barocco edificato – secondo la tradizione - sulla più antica chiesa di Parma.
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