FORLANINI
Un’astronave con le vele? No, una chiesa

Si dice Forlanini e si pensa subito all’aeroporto di Linate. In realtà non è solo questo. Il quartiere milanese eretto tra il 1960 e il 1964 dall’Istituto autonomo case popolari con l’ausilio di alcuni grandi nomi dell’architettura del periodo come Luciano Baldessari, Pietro Lingeri e Antonio Cassi Ramelli, oltre ad essere una zona con molto verde (il parco omonimo), ospita alcune realtà che vale la pena conoscere.
Una di queste è la chiesa San Nicolao della Flue edificata tra il 1968 e il 1970 dall’architetto Ignazio Gardella, una delle figure più importanti del settore e rigoroso interprete del Razionalismo Italiano.
Voluta da Paolo VI fautore della glorificazione del santo protettore della Svizzera, l’edificio, al centro del quartiere in via Dalmazia 11, stupisce per la sua struttura che per nulla rimanda a una chiesa. La sensazione trasmessa allo sguardo è proprio che la chiesa sia un elemento fuori scala dalle forme plastiche molto particolari. Sembra più un’astronave appena atterrata sul suolo milanese. Sopraelevata rispetto alla strada, poggia su un alto basamento al cui interno sono stati costruiti i locali parrocchiali in cui ha anche sede il cinema teatro Delfino che da più di quarant’anni è un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona. Un’ampia e articolata scalinata porta all’ingresso della chiesa. Quello che però colpisce il visitatore è l'aspetto esterno caratterizzato da una copertura a vela - rivestita in vercuive, ovvero un materiare ottenuto dal mix di rame catramato e foglie di caucciù - che poggia su alcuni portali curvi in calcestruzzo armato a vista e che dividono l’interno in tre navate. Quella centrale è molto più alta e dona all’insieme un grande effetto di slancio verticale ancor più accentuato dall'illuminazione che entra dalle finestre a feritoia.
Una volta all’interno si nota subito come le pareti di color antracite facciano contrasto con le fasce verticali in cemento a vista e con quelle orizzontali a nastro. L’occhio corre poi sul fondo della navata centrale dove si apre la vasta area del presbiterio sopraelevata di due gradini e al cui centro a sua volta si trova la grande mensa sopraelevata di un gradino. Il tavolo è composto da un'unica lastra di pietra di Fondo Toce posata su un cubo centrale. Dietro la mensa vi è un grande parallelepipedo scuro che ospita la sacrestia. Al suo interno vi è una scala a chiocciola con cui si accede alla cantoria dove è situato l'antico organo settecentesco.
Il tabernacolo, la croce astile e il fonte battesimale - una vasca quadrata cavata direttamente nella roccia di Fondo Toce e lasciata grezza - furono disegnati da padre Costantino Ruggeri. A sinistra dell'ingresso principale si può ammirare la statua in marmo bianco della Madonna della Confidenza, opera di Vincenzo Gasparetti.
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