FUTURO SANITÀ
Mancano medici e infermieri

Nei prossimi dieci anni mancheranno in Italia oltre 120 mila professionisti tra medici e infermieri e la nostra Sanità avrà bisogno anche di figure lavorative completamente nuove.
E’ quanto emerge da Health4U, un programma di formazione e orientamento nel campo del lavoro, che le Fondazioni Johnson & Johnson e Mondo Digitale rivolgono in particolare agli studenti delle scuole medie superiori che devono scegliere il loro indirizzo universitario.
Il programma mira soprattutto ad avvicinare i giovani alle professioni sanitarie, la cui carenza è emersa in modo preoccupante durante la pandemia.
Desta anche preoccupazione la composizione anagrafica dei medici in esercizio nel nostro Paese: la metà ha più di 55 anni.
Si stima che nei prossimi anni mancheranno al Sistema sanitario nazionale 22mila medici di medicina generale e 47mila medici specialisti, oltre ai 53mila infermieri che già ora mancano in modo evidente.
Inoltre, per la Sanità del futuro si stanno configurando figure nuove, quali l’Artificial Intelligence Engineer (tecnico specializzato nel funzionamento delle macchine impiegate in medicina) e il Data Scientist (tecnico che interpreta grandi quantità di dati epidemiologici per ricavarne informazioni utili).
Da una recente stima risulta che un AI Engineer può far risparmiare il 40% del tempo perso da un operatore sanitario se è disponibile in un ospedale.
«Di fronte a questa situazione - commenta Massimo Scaccabarozzi, presidente della Fondazione Johnson & Johnson - bisogna intervenire al più presto, ripensando l’organizzazione e le competenze del personale sanitario, esigenza per la verità che è già stata colta a livello ministeriale con l’inserimento di un programma dedicato alla formazione digitale all’interno del piano Next Generation EU, innovazione che fa risparmiare tempo e guadagnare efficacia».
«La figura dell’infermiere - fa presente Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche - va sintonizzata con il Servizio sanitario nazionale e con l’evoluzione dei bisogni delle comunità, coniugando parole magiche come innovazione, competenza, integrazione, umanizzazione e vicinanza, esigenze che la pandemia ha reso più impellenti a tutti».
Attualmente nel Servizio sanitario nazionale mancano 53mila infermieri e questa è un’emergenza sulla quale è necessario intervenire al più presto, così come occorre una maggiore valorizzazione delle competenze infermieristiche cliniche e tecnologiche, da acquisire attraverso un rigoroso percorso universitario, valorizzando la professione per trattenere in Italia tanti giovani infermieri che si formano nelle nostre scuole e poi vanno all’estero.
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