TEATRO DELLE ARTI
Giuliana De Sio e Isa Danieli tornano «signorine»

La nuova stagione dello storico teatro delle Arti di Gallarate, la cinquantaduesima, si apre domani, martedì 5, e mercoledì 6 novembre con uno spettacolo d’eccezione che vede sul palco due grandissime protagoniste della scena teatrale italiana. Isa Danieli e Giuliana De Sio sono infatti «Le Signorine» di Gianni Clementi con la regia di Pierpaolo Sepe nella produzione del Nuovo Teatro di Napoli diretto da Marco Balsamo in coproduzione con Artisti Riuniti. E hanno sullo sfondo della storia in scena la voce che Sergio Rubini dà al mago.
Zitelle e claudicanti a causa della poliomielite, Addolorata e Rosaria sono due sorelle che hanno una merceria in un vicolo di Napoli e che hanno messo qualche soldo da parte. Ma la più anziana, Rosaria, è tirchia e avara al punto da non permettere ad Addolorata di godersi qualcosa.
«Rosaria - spiega Isa Danieli, che interpreta proprio questo personaggio – crede di avere più cervello, perché è la più vecchia. Ma non è così. Lei è un po’ troppo severa, avara nel vero senso della parola, e con la sorella è un litigio continuo». Fino a una svolta. «A me piace fare le sfigate. Ho interpretato anche vincenti, ma adoro le sfigate e i perdenti. E per questo amo Addolorata – parla del suo personaggio Giuliana De Sio -. Che è Addolorata di nome e di fatto, una cinquantenne maltenuta, come Rosaria è una settantenne malcurata, entrambi claudicanti nel corpo e nell’anima, ma mentre la più anziana nutre ancora rabbia nei confronti dei genitori che avrebbero potuto salvarle dalla poliomielite con una puntura, lei è una vecchia bambina che ha fatto pace con la famiglia d’origine, ma che vive chiusa nel dover chiedere il permesso per ogni cosa a causa della tirchieria paradossale della sorella. E lo spettacolo diventa anche occasione di riflettere su come ci si può amare e odiare in un rapporto familiare».
Attorno, tanti temi sociali, dalla xenofobia di Rosaria, chiusa nella nevrosi della paura dello straniero che viene a rubare il lavoro e i mariti, fino alla solitudine esistenziale che pervade tutto lo spettacolo. Il testo, scritto in origine in romanesco e completamente comico, è qui reso in napoletano e con un risvolto drammatico. Pur facendo ridere. E tanto. «In scena, Isa Danieli e io ci siamo trovate subito bene – aggiunge Giuliana De Sio -, siamo complementari. In scena ci sono tutti gli aspetti di un rapporto disfunzionale, ma alla fine le due sorelle risultano simpatiche, il pubblico quasi le adotta e non le lascia più. E poi lo spettacolo è studiato nei minimi particolari, anche i personaggi che non si vedono prendono corpo nei racconti, sono evocati e sembrano lì. E la forza di questo spettacolo è che è semplice, lo può capire chiunque, non ti fa sentire estraneo ai concetti mostrati».
E fa ridere e riflettere, offrendo una qualità della scrittura e della recitazione di altissimo livello. «Credo che ridere e commuoversi nello stesso tempo sia uno dei punto forti di questo lavoro – conclude Isa Danieli -. Il pubblico fa un sacco di risate e poi succede qualcosa per cui si ammutolisce. E quello che mi piace nell’interpretare Rosaria è che a un certo punto io non parlo più. E mi devo salvare. Oltre al fatto che portare in scena questo testo mi rende molto felice anche perché la commedia è scritta molto bene e lavorare con Giuliana De Sio è bello: sul palco siamo davvero due forze».
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