GRAPPA
Il burbero distillato si fa chic

Trasparente caratterizzata da un odore fortissimo di alcol e vino, per molti anni stigmatizzata, ha tenuto lontane le donne.
Ma è il momento della nuova vita del distillato alcolico che si fa sempre più raffinato. È la riscossa della grappa. Fino a qualche anno fa, nell’immaginario collettivo la bevanda alcolica accompagnava il caffè per correggerlo rendendolo più forte.
Immagini dal secolo scorso. Perché la grappa, anzi sarebbe meglio dire le grappe, non sono più bevande considerate solo per scaldare il corpo. Ormai è sempre più lontana l’immagine del “grappino” bevuto da contadini e muratori, che all’alba per riscaldarsi quando dovevano lavorare a temperature siderali ingoiavano la bevanda tutto d’un fiato. Roba sta stendere anche Maciste.
Il distillato rigorosamente made in Italy - rigidissima la disciplinare che la regola - è sempre più donna. Analizzando tutte le occasioni di consumo - casa, ristorante, bar, enoteca - e un campione tra i 18 e i 55 anni emerge che il 30% delle donne intervistate consuma grappa da più di 10 anni, il 19% da 5-10 anni ed il 22% da 2-5. Dal quadro economico, diffuso dalle Distillerie Bonollo Umberto di Padova a fine 2020, risulta inoltre che è pari al 38% la quota di donne che hanno bevuto grappa negli ultimi 6 mesi.
Lo studio indica che l’occasione preferita per gustare il distillato è il dopo cena (con una percentuale del 79%) ed è principalmente legata a situazioni speciali e a luoghi deputati. È segnalato inoltre che il 53% delle donne la considera anche un regalo di alto profilo per celebrare un momento speciale. L’occasione di consumo migliore è considerato il contesto casalingo, a cui fanno seguito ristoranti e bar/caffetterie. Sul tipo di grappa che viene invece principalmente scelta emerge che le donne mostrano preferenza per le grappe aromatizzate, ovvero quelle alle quali vengono aggiunte parti di piante o frutti con una percentuale del 47% ed aromatiche, cioè derivanti da uve aromatiche tipo moscato, malvasia con una percentuale del 43%. Segue la grappa in barrique ed invecchiata in generale. A confermare la ricerca è un profondo conoscitore degli alcolici di tutto il mondo, il super manager del mondo dell’alcol Lino Strambi, considerato dagli esperti del settore un guru in materia: «Negli ultimi dieci anni abbiamo visto cambiare il mondo della grappa che nel linguaggio comune si considera anche acquavite. Il motivo di successo di grappe barricate è legato ai toni meno forti ma più eleganti, sapori tondi, morbidi e gentili».
L’esperto poi sottolinea: «Molti apprezzano le grappe che si trovano nei rifugi dopo una passeggiata in montagna: vengono aromatizzate per infusione, sono quelle a base di frutta beverina». La grappa è prodotta distillando la vinaccia (buccia e vinaccioli dell’uva), mentre l’acquavite di uva è ottenuto distillando l’uva intera fermentata, quindi sia il mosto fermentato che la sua vinaccia insieme. Strambi sottolinea: «Le grappe sono prodotti locali e regionali, in tutta Italia grazie alle varietà di vino, troviamo grappe legate alle tradizioni locali».
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