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Henry Winkler non è solo Fonzie
L’autobiografia dell’attore tra fama, difficoltà e scoperta di sé. La carriera dal ruolo iconico in “Happy Days” ai progetti più recenti
“Essere Henry, il Fonzie e oltre…” è il titolo dell’unica autobiografia dell’attore statunitense Henry Winkler, uscito in Italia mercoledì 1 aprile per Il Castello, collana Chinaski. La star holliwoodiana racconta la sua vita senza filtri, mettendo in luce non solo il successo ma anche le difficoltà profonde che ha dovuto affrontare.
In un racconto toccante, arricchito da alcuni passaggi scritti in prima persona dalla moglie Stacey, svela il retroterra familiare e personale che negli anni lo ha portato a diventare un’icona internazionale e transgenerazionale. Dal difficile rapporto con i genitori alle radici della cultura ebraica, dalle prime esperienze teatrali fino al confronto quotidiano con la dislessia, riconosciuta solo all’età di trentuno anni. Limiti che, grazie a impegno e determinazione, riuscirà a trasformare nel vero motore del suo successo nel mondo del cinema e che lo vedranno impegnato in diversi progetti a favore di bambini in difficoltà.
Centinaia di provini, copioni imparati a memoria per aggirare le difficoltà di lettura, piccole parti in pubblicità e film indipendenti: è questo il lungo percorso che lo porterà infine al grande successo con il personaggio che tutti conosciamo come Fonzie: il giubbotto di pelle, il dito puntato, il mito di Happy Days. Se da un lato Winkler resterà sempre grato e affezionato a quel passaggio fondamentale della sua carriera, dalle pagine del libro emerge anche quanto sia stato difficile, negli anni successivi, liberarsi da quell’etichetta e dimostrare che il suo talento andava ben oltre le iconiche battute di Arthur Fonzarelli.
Dal 2003 scrive insieme a Lin Oliver la serie per ragazzi Hank Zipzer, ispirata alla sua dislessia, che ha venduto milioni di copie ed è pubblicata in Italia da Uovonero. Nel corso della sua carriera è stato, oltre ad attore, anche regista, produttore e doppiatore, contando diverse apparizioni televisive in serie come Arrested Development, Royal Pains e Parks and Recreation, fino al recente successo con la serie Barry – che gli è valso il primo Emmy nel 2018 – e condividendo il set con mostri sacri come Robin Williams, Sylvester Stallone e Meryl Streep.
Oggi ottantenne, Winkler non perde le sue proverbiali ironia e gentilezza, dimostrando d’altro canto come il successo da solo non basti per essere davvero felici. Da non perdere.
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