DA VIVERE
La dispensa? Ordinata e stilosa

Gli armadi dispensa, a volte conosciuti come pantry cupboards, sono stati per secoli elementi fondamentali della cucina, a volte posizionati in cantina invece che dentro casa e, negli ultimi anni, si sono affermati come uno degli articoli indispensabili specialmente nelle cucine moderne. Oggi in cui, date le restrizioni dell’ultimo periodo, abbiamo imparato a fare scorta di alimenti per non dover uscire spesso e per avere tutto ma proprio tutto a portata di mano, meglio ancora dedicare un solo spazio a quella che deve essere la dispensa per antonomasia cioè luogo deputato solamente alla conservazione degli alimenti prevalentemente secchi.
«Avere una sola dispensa ha perfettamente senso. Tutti i prodotti alimentari sono in un unico posto e non sparsi in numerosi armadi a muro, il che significa che le persone possono essere più organizzate quando fanno la spesa. L’altro grande vantaggio di un mobile dispensa o addirittura di una cabina dispensa è la sua capacità di stoccaggio perché una cucina non deve più essere piena di pensili, deve essere minimale per poterla mantenere facilmente pulita ed in ordine» sostiene Leisha Norman, Designer per Harvey Jones, leader nella progettazione e realizzazione di cucine e dispense in UK da oltre quarant’anni.
Ma cosa mettere davvero in dispensa per non sbagliare? In questo periodo chef e blogger del food si sono cimentati in liste, a volte dedicate al vegetariano, al vegano, liste per l’infanzia, il single o la famiglia numerosa. Partiamo dal presupposto che la prima cosa da considerare è l’acqua, a meno che non si beva quella dell’acquedotto occorre avere almeno 9 litri a persona disponibili. Le scorte dovrebbero poi comprendere i condimenti come olio e aceto, sale e zucchero, seguiti dallo scatolame come pomodori, legumi e cereali (pasta, riso, orzo, farro….) che hanno tempi di conservazione lunghi.
Per chi li ama anche scatole di sottolio o sottaceto per variare un’insalata per esempio e poi farina e lievito, volessimo improvvisare una pizza. Non dimentichiamoci neppure dei cosiddetti comfort food o “cibi coccola” come marmellate, biscotti, succhi di frutta... a volte qualche consolazione ci vuole. A parte merita un discorso relativo ai vini perché questi prodotti necessitano di una cura differente dal mettere semplicemente scatole in dispensa.
Gli italiani sono amanti del vino, si sa, e lo conoscono abbastanza bene tanto da sapere che le bottiglie vanno posizionate in un certo modo e ad una certa temperatura per garantirne la conservazione a lungo delle caratteristiche organolettiche. Si integra perfettamente in cucina la piccola cantinetta vino di AEG. Nessuna maniglia e nessun tasto a vista, ma solamente una porta che si apre con un semplice tocco push push a ribalta.
I comandi Touch Control facilitano l’impostazione elettronica della temperatura da 5 a 20°C (monozona) per custodire sino a 18 bottiglie bordolesi da 0,75 lt. Non manca nemmeno la funzione di sbrinamento automatico ed una ventilazione interna che assicura la circolazione uniforme dell’aria fredda e di un compressore antivibrazione che neutralizza le microvibrazioni ed il rumore.
Inoltre, la porta con doppio vetro salvaguarda le bottiglie dai raggi UV e l’illuminazione a LED interna a luce fredda può essere accesa o disattivata a seconda delle esigenze. Sorprenderete gli amici invece con il sistema Bigfoot®, il complemento d’arredo a scomparsa che si inserisce nel controtelaio sfruttandone lo spazio all’interno per riporre bottiglie e bicchieri e completo di ante estraibili per l’angolo degustazione.
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