GALLERIA CAMPARI
Il Campari e la storia dell’arte

Come in una nuova primavera la Galleria Campari rinnova, a 13 anni dalla prima apertura, un nuovo allestimento a cura del Direttore Paolo Cavallo in quello che fu l’ex stabilimento di Sesto San Giovanni nato dalla lungimiranza imprenditoriale di Davide Campari che seppe convertire la liquoreria del padre, nata a metà Ottocento, in un prodotto globale affidando la parte pubblicitaria soprattutto al genio del futurista Fortunato Depero che rivoluzionò le regole grafiche vigenti sino a quel momento. Sarà possibile visitare la galleria da domani, lunedì 17 al 23 aprile.
LA GALLERIA
Denso di innovazioni e appuntamenti tematici l’attuale corso della Galleria propone al pubblico nuove modalità di fruizione, tra queste le aperture nei week end, mai sino ad ora praticate, con audioguide utilizzabili mediante app e un nuovo spazio riservato ad appuntamenti mensili serali dedicati alle connessioni tra l’arte della comunicazione Campari e il mondo dei cocktail con visite guidate a due voci condotte da un esperto della Galleria e da un bartender formatore di Campari Academy, appartenente alla scuola di formazione interna.
Strutturati su due piani i nuovi spazi espositivi si arricchiscono di oltre cinquanta opere mai esposte in precedenza comprensive di bozzetti, oggetti, manifesti originali e filmati realizzati dagli anni Trenta sino agli anni Novanta.
IL DESIGN DI GRANDI ARTISTI
Il raffinato design, che a partire dalle maniglie dei primi tram in corsa a Milano, ha caratterizzato la scritta Campari, è stato affidato nel tempo a nomi quali Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni. Divenuti iconici i manifesti hanno in successione visto le firme di Marcello Dudovich, Fortunato Depero, Guido Crepax, Bruno Munari sino a Ugo Nespolo. Altrettanto straordinaria la parte dedicata ai filmati pubblicitari, oltre a maestri come Matteo Garrone e Sergio Sollima, la Campari ha affidato la sua immagine a due premi Oscar: Federico Fellini e Paolo Sorrentino.
LE OPERE
Le opere esposte sia in forma originale che multimediale sono fruibili attraversò l’utilizzo di un video-wall con quindici schermi sui quali scorrono caroselli realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, mentre otto proiettori ad alta definizione irradiano una parete di 32 metri dove scorrono in successione bozzetti d’epoca, immagini tratte da storici calendari e spot pubblicitari dagli anni Settanta ad oggi. Inoltre i visitatori possono interagire agendo su un tavolo touch screen composto da 12 schermi fruendo dell’intero patrimonio storico dell’azienda.
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