MUSICA
Il rock graffiante di Bryan Adams
Il cantautore canadese non è solo il re delle ballad romantiche. Il «So happy it hurts tour» fa tappa all’Unipol Forum di Assago

Se vi trovaste a camminare in quel di Hollywood sulla celeberrima Walk of Fame, trovereste, esattamente alla numerazione 2.435, il nome di Bryan Guy Adams, cantautore canadese nato il 5 novembre 1959 a Kingston, nella provincia dell’Ontario. Ebbene sì, lo status di icona del beniamino del pop hard rock nordamericano e mondiale è certificato dalle più eminenti cariche dello show business. E la sua carriera continua tra i fasti previsti per un personaggio del suo calibro, compreso un atteso concerto che lo vedrà protagonista all’Unipol Forum di Assago sabato 9 novembre (biglietti 57,50 euro). Se l’ultimo lavoro in studio di Bryan Adams, So Happy It Hurts, è datato a due anni or sono (sintomo di come la sua attività musicale sia tutt’altro che a uno stato di assopimento), l’appuntamento al palazzetto milanese sarà soprattutto l’occasione per celebrare quasi cinquant’anni di vita da rockstar. Certo, l’apice della fama commerciale sono stati per Adams gli anni Ottanta, suggellati poi da un album, Waking Up the Neighbours, che, pubblicato nel 1991, fece da apripista ai successivi Novanta e allo stesso tempo si erse a commiato della decade hair glam precedente, lasciando spazio alla maggiore visceralità di grunge e affini. Ciò nonostante, il disco rimase per sedici settimane consecutive in testa alla Official Singles Chart, un record che Adams detiene tuttora e che resta a testimonianza dell’impatto storico del suo cantautorato rock, che in questo frangente sfornò una delle sue perle più rilucenti: il singolo Everything I Do (I Do It For You), tra i più venduti in assoluto nel campo della popular music. Ma Waking Up the Neighbours era, come si diceva, soltanto il coronamento di un percorso che lo aveva presentato al grande pubblico già sul finire degli anni Settanta e che aveva esperito un vero e proprio boom nel biennio 1983-1984. Dapprima grazie all’album Cuts Like a Knifee in seguito a quello intitolato Reckless, che conteneva la sua prima numero uno Heaven, a cui tra l’altro partecipò il leggendario batterista Steve Smith, hit clamorose come Run to You e l’indimenticabile Summer of ‘69 e il duetto con una diva quale Tina Turner in It’s Only Love. Frutto della stretta collaborazione con il produttore Jim Vallance, con cui si conobbe nel 1978, questa formidabile doppietta lanciò Adams sulla cresta dell’onda musicale internazionale. Partecipò ai successivi Live Aid di Philadelphia, il Conspiracy of Hope in favore di Amnesty International e il Prince’s Trust di Wembley, segnalandosi per un generoso sostegno nell’ambito filantropico e sociale. Non dimentichiamo poi il memorabile spettacolo al Werchter Festival del 1988, in Belgio, dove, sotto una pioggia torrenziale, sarà registrato l’album dal vivo Live! Live! Live! E per almeno la prima metà degli anni Novanta la sua era una presenza fissa delle classifiche, complice soprattutto lo straordinario riscontro ricevuto dal suo greatest hits So Far So Gooddel 1993. È in quegli anni che Adams arricchisce il proprio curriculum con ulteriori collaborazioni prestigiose, tra cui quelle con Sting, Rod Stewart, Johnny Cash, Willie Nelson, Ringo Starr, Eric Clapton, Ray Charles, Ella Fitzgerald e B.B. King.
Figlio di un diplomatico di origine britannica che fu osservatore delle Nazioni Unite, durante l’infanzia Adams aveva viaggiato tra Lisbona, Vienna e Tel Aviv prima che la sua famiglia si stabilisse a Ottawa, dove si appassionò alla musica dei T-Rex, Led Zeppelin, Elton John e David Bowie. Fu proprio il padre a regalargli una chitarra da flamenco nel Natale del 1968, nonostante Bryan avesse espressamente richiesto una batteria. Ma da allora la sua voce e la chitarra sono due entità inseparabili. Sintesi di un periodo che cercava di trovare una soluzione efficace e credibile delle diverse istanze culturali messe in campo da rock e pop, l’oggi quasi 65enne è alle prese con un tour mondiale che dopo alcune date europee (oltre a Milano, sarà anche a Bolzano il 6 novembre) lo trasporterà verso fine anno in India, per poi riprendere a gennaio con una veloce toccata a Valencia e altri concerti tra Emirati Arabi, Oceania, Stati Uniti e Regno Unito.
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