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Il sarto varesino che sperimentava con le pellicole
Tra sabato e domenica su Rai 3 la maratona di “Fuori Orario” dedicata a Gianfranco Brebbia
L’ora è quella che è: le 2 e dintorni della notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile. Il programma è “Fuori Orario”, l’arcinoto contenitore televisivo su Rai 3, che dall’ormai lontano 1988 manda in onda in orario notturno chicche quasi mai viste. In scaletta, una maratona dedicata al regista underground varesino Gianfranco Brebbia.
Di professione sarto, titolare di un noto e avviato negozio in corso Matteotti a Varese, Brebbia coltivò tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta la sua arte verso la sperimentazione cinematografica. Una passione che ben pochi conoscevano. Quattro i titoli proposti, a cominciare da “Extremity 2”, forse l’esperimento filmico più ambizioso e affascinante della sua produzione, un Super 8 di quasi 20 minuti realizzato nel 1968, in cui recita la figlia Giovanna e in cui Brebbia, assiduo frequentatore dei cineclub di Varese, Induno Olona e Sesto Calende, dimostra una costante ricerca verso il nuovo. Da vedere anche “Idea assurda per un film-maker - Luna”, visionaria “evocazione” dello sbarco americano sul pianeta terrestre, attraverso un racconto che unisce immagini di repertorio sovrapposte a riprese naturali, girato in 8 millimetri a Varese nel luglio del 1969 nei giorni immediatamente precedenti lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11. Dieci minuti di poesia applicata agli sperimenti filmici. Non è l’unico dei corti della serie “Idea assurda per un film-maker” proposti. Ce ne saranno altri tre dedicati ad altrettante donne: Matilde, Germana ed Ester. A completare il programma altre due pellicole del regista, morto nel 1974, a nemmeno 50 anni, che non nascondeva tutta la propria ammirazione per l’avanguardia americana del New American Cinema Group. I titoli? “Deserto in luce solare”, e “Bazar”.
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