IN CASA
Regole per vivere senza germi

Una casa sempre pulita è il sogno di tutti ma sembra sempre più difficile arrivare ad un buon risultato. Si passa la scopa ed immediatamente la polvere si rideposita, si esce e si prendono i mezzi pubblici ed i vestiti immediatamente entrano in contatto con germi e batteri.
Sicuramente una novità è rappresentata dai rivestimenti ceramici antibatterici e autopulenti appartenenti ai materiali ecoattivi. Molte sono le aziende che stanno lavorando a questi prodotti: si tratta di lastre che possono essere usate per rivestire edifici ma anche pavimenti.
La sostanza fotocatalizzatore è rappresentata dal Biossido di Titanio (TiO2), in forma di particelle micrometriche fissate ad alta temperatura che, una volta esposte all’aria e alla luce, attivano tre distinti processi: azione antinquinante, antibatterica e autopulente. Purificano quindi l’aria, rimuovono i batteri e si auto–igienizza.
Oltre a questi materiali che consideriamo del futuro ma che in realtà sono già piuttosto diffusi e lo saranno maggiormente nel giro di pochi anni chiediamo alla tecnologa alimentare Michela Stella, consulente in materia igienico-sanitaria e normativa per le attività alimentari, qualche regola di base che è bene rispettare in casa. «A parte il togliersi le scarpe appena entrati in casa e lavarsi bene le mani, semplicissime norme che ognuno di noi dovrebbe seguire, è il caso di fare il punto su quelle che sono le buone norme da tenere soprattutto in cucina ed in bagno, stanze della casa dove il pulito è fondamentale. Innanzitutto vediamo la differenza tra detersione e disinfezione. La detersione è quella che si ottiene con i normali detergenti, sgrassatori e saponi finalizzata ad eliminare lo sporco organico, ovvero i residui di cibo. Questi prodotti si legano allo sporco e l’acqua lo trascina via nella fase del risciacquo. Per la disinfezione si usano prodotti con principi attivi specifici, come prodotti a base di cloro in cucina, o acido peracetico quando facciamo il bucato. Ad esempio gli strumenti usati in cucina (taglieri, lavandini, coltelli, ecc.) se si utilizzano con cibi particolarmente contaminati che possano essere portatori di microrganismi patogeni (come la carne cruda o le uova), vanno disinfettati dopo l’abituale detersione. Dopo la disinfezione è bene risciacquare accuratamente. Così come per le spugne che si usano in cucina o in bagno che vanno periodicamente deterse e poi disinfettate per evitare lo sviluppo di germi e batteri».
«Attenzione anche allo sporco inorganico come ad esempio il calcare del rubinetto e del rompigetto - continua Michela Stella - che può creare un biofilm dove facilmente possono svilupparsi batteri molto aggressivi come la legionella. Periodicamente è bene metterli a bagno nell’aceto per eliminare il calcare. Non è una disinfezione ma una pulizia profonda fondamentale se vogliamo evitare guai per la salute. Anche il bagno necessita di particolare cura quindi oltre alla detersione occorre procedere con la disinfezione piuttosto spesso (meglio se giornaliera). Per la pulizia dei nostri capi di abbigliamento un’anticipazione futura: si stanno diffondendo delle lavatrici (che per ora occupano solo il mercato di alta gamma) che sfruttano l’ossigeno attivo per lavare e disinfettare. Ecco non sarà più necessario utilizzare i detersivi quindi in un futuro prossimo potremo fare uno step in avanti sul discorso sostenibilità e sicurezza».
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