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Mobilità? Corrono gli incentivi

Treni e autobus con pochi posti o evitati come la peste per timore del contagio? Per non finire tutti in automobile nel traffico, gli italiani sembrano aver scoperto o riscoperto la mobilità dolce. E, quindi, le care vecchie gambe, la bicicletta oppure qualcosa di più moderno, almeno come propulsione: il monopattino elettrico.
D’altronde, soprattutto per spostarsi in città, l’Italia sarebbe il Paese ideale per questo tipo di mezzi: sole e caldo per buona parte dell’anno, soprattutto rispetto a nazioni dove queste modalità di movimento sono maggiormente nella cultura della gente, come il Belgio, la Germania o la Scandinavia. In più, adesso, fra i vari provvedimenti pensati dal Governo, sono stati stanziati 120 milioni di euro per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, monopattini, segway, monowheel e hoverboard. Tanto che, fuori dai negozi specializzati sono state segnalate code di clienti.
Entrando nel dettaglio, il “bonus bici” prevede il rimborso del 60% della spesa per un valore massimo di 500 euro una tantum. Il bonus è valido per gli acquisti avvenuti a partire dal 4 maggio scorso e fino al 31 dicembre 2020. Attenzione però: possono accedervi soltanto i cittadini maggiorenni residenti nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, oppure chi abita nei Comuni della cintura delle città metropolitane, come Milano.
L’erogazione non è ancora stata definita nei dettagli, ma l’ipotesi è di creare una piattaforma online cui accedano venditore e acquirente. Una volta caricata la fattura che attesta la spesa (lo scontrino potrebbe non essere sufficiente), il bonus verrebbe accreditato. In alternativa, l’esercente sconterà direttamente la spesa, per poi recuperare la differenza fornendo i documenti di vendita tramite il portale.
Ad ogni modo si consiglia di informarsi sulle evoluzioni dei prossimi giorni, onde evitare spiacevoli sorprese che, con la burocrazia italiana, sono sempre dietro l’angolo, come le buche lo sono per i ciclisti.
Inoltre, come avviene su un tandem, ora toccherà alle amministrazioni comunali collaborare per trasformare le città in luoghi a misura di pedale e monopattino. Già perché, oggi, non è così, con auto e veicoli a cannibalizzare ogni centimetro di asfalto e le piste ciclabili spesso invase da parcheggi “fantasiosi”. In tal senso il decreto Rilancio ha previsto due novità sul codice della strada. Uno: la “casa avanzata”, ovvero una linea di arresto predisposta per le biciclette, in posizione avanzata rispetto alla linea di stop per gli altri veicoli. Verrà prevista agli incroci con semafori, nelle strade in cui il limite massimo non sia oltre i 50 chilometri orari e deve stare almeno a tre metri di distanza rispetto alla linea di arresto dei veicoli, così da mettere bici, e-bike e monopattini in pole position. Due: la corsia ciclabile, che sarà posta a destra della carreggiata, delimitata da una striscia tratteggiata, dove le bici potranno circolare sullo stesso senso di marcia dei veicoli con un minimo di protezione. Chiaramente, per la convivenza fra mezzi di trasporto così diversi, servirà buon senso ed educazione. Ci riusciremo?
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