A VOLTE RITORNANO
In tavola il piatto vintage

Apri Tik Tok e scopri che i Millennials ripescano ricette del passato. Ed è subito cucina vintage. C’erano la torta paradiso e la torta rovesciata all’ananas. Le penne alla vodka e il gamberetti o gli scampi in salsa cocktail. Sapori che sanno di zie, nonni, pranzi della domenica. Il cavallo di battaglia erano le pappardelle al salmone che all’inizio degli anni Novanta non mancavano mai. E poi c’era la panna, tanta panna che si metteva ovunque. Mentre ora è un sacrilegio. Facendo un viaggio nella storia della nostra cucina, ci sono ricette figlie di ogni epoca, ogni decennio. Anche se gli anni Ottanta del Novecento ci sembrano ieri se torniamo ancora più indietro nel tempo si possono scoprire trucchi e segreti affascinanti della cucina figlia di ogni tempo. Ricette che in molti ancora oggi propongono, giovani tiktoker appassionati di fornelli e tavola si propongono una cucina >anni80: vanno per la maggiore le penne alla vodka e crema di scampi. Seguitissime anche le ricette della tradizione. Andando con ordine, il secolo scorso offre una quantità di ricette e novità incredibili frutto del cambiamento dei tempi, di viaggi e tecnologia. Si parte dai primi anni del Novecento con le ricette del padre della cucina moderna Pellegrino Artusi fino a vere e proprie rivoluzioni e guerre, gli anni della fame vera, arrivando fino ai giorni nostri e all’attenzione maniacale per il cibo e ricette. C’è chi ha voluto recuperare la storia e scriverne anche un libro, «Cucina Vintage» di Maria Teresa di Marco e Marie Cecile Ferrè (Guido Tommasi Editore) con illustrazioni d’epoca. Così, si parte alla scoperta dell’evoluzione della cucina con ricette anche complesse che ormai fanno parte della nostra storia anche del costume e come il mondo sia arrivato sulla nostra tavola. Ecco le tappe con suggestioni e ricette da recuperare. Anni Dieci: carni e zuppe, è il trionfo della torta Margherita allo zabaione. Anni Venti: i ruggenti anni Venti sono il decennio del vitel tonnè e dell’insalata russa; in casa si faceva la stracciatella in brodo. Anni Trenta sono disegnati dai futuristi e da D’Annunzio: i futuristi disegnano l’immagine del Campari e il Vate conia il termine tramezzini, di gran moda va il dolce francese ‘isola galleggiante’ (ile flottante). Anni Quaranta: con la guerra nasce il ragù finto fatto di verdure a dadini e una versione povera e light della maionese. Saranno gli anni che scolpiranno le basi della cucina italiana come la immaginiamo noi, anche è retrò per i nostri gusti: è una cucina del dopoguerra rassicurante e fatta di polpette al sugo, pasta al forno la domenica, frittata di cipolle mangiata sulla spiaggia. Anni Sessanta in questi anni si forma l’icona della massaia e allo stesso tempo si disegna nell’immaginario collettivo la massaia con una tavola scenografica e moderna. È il tempo di stuzzichini, aperitivi e buffet arriva anche la tecnologia con il tostapane e lo spremiagrumi. Si servono il cocktail di scampi in salsa rosa, vol au vent alla besciamella, pollo in tutti i modi e torta rovesciata all’ananas. Anni Settanta arrivano la pentola a pressione e i surgelati ma si torna anche a fare lo yogurt in casa. Sono gli anni delle gelatine e degli aspic, fanno capolino la panna e i primi piatti, risotti, tortellini e pasta. Si iniziano ad abbinare salato e frutta. Anni Ottanta arriva lo junk food, sbarcano gli hamburger in Italia, ma anche cuori di palma e polpa di granchio. È il tempo di risotti allo champagne, penne alla vodka e del carpaccio rucola e grana. Anni Novata si diffonde il verbo di slow food e ci si apre al mondo delle ricette straniere, dall’humus ai burritos, prugne al balcon, crepes salate (quelle ai funghi) e cheesecake. Infine, anni Duemila sono gli anni di macaron e cupcakes, fingerfood e dell’avocado toast. Negli ultimi anni pare che non si possa fare a meno dei pancake di cui la Generazione Z va ghiotta. Ed è proprio vero il detto: in cucina non si butta via niente, neppure le ricette che saranno pure retrò. Ma sono così buone e alcune abitudini non sono poi così diverse, del resto siamo i nipotini della cucina italiana.
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