EDITORIA
L’attacco alla Grecia, gli errori, il disastro
Quando l’Italia fallì l’attacco alla Grecia: in edicola sabato 11 aprile con la Prealpina il volume di Raffaelli e Gambarotto, ricco di documenti e testimonianze
Il 29 ottobre 1940 il Comando Supremo del regio esercito italiano comunicava: «All’alba di ieri le nostre truppe dislocate in Albania hanno varcato la frontiera greca e sono penetrate per vari punti nel territorio nemico, l’avanzata prosegue». Perché il regime di Mussolini aggredì la Grecia? La risposta a questa domanda è in realtà piuttosto complessa. L'Italia era impreparata a sostenere un confronto militare con una qualsiasi delle maggiori potenze europee. Tanto i comandi delle forze armate quanto i quadri del partito fascista conoscevano perfettamente la condizione di arretratezza che gravava sul nostro esercito, ma questo non fu sufficiente a fermare sul nascere un disastro annunciato. Per approfondire l’argomento, e fornire le risposte a questa e altre domande, il nostro giornale vi propone questa settimana il libro “La campagna di Grecia”, proprio a pochi giorni dall’85esimo anniversario dell’armistizio che ne segnò l’epilogo: era il 23 aprile 1941.
IMPREPARAZIONE ED ERRORI
In quell’ottobre di 86 anni fa l'Italia fascista invase la Grecia convinta di ottenere una rapida vittoria. Dietro la propaganda del regime si celarono però impreparazione militare, errori strategici e ambizioni politiche destinate a infrangersi sul campo di battaglia. Gli eventi che seguirono avrebbero poi dimostrato sul campo quanto illusorie fossero le surreali manie di grandezza del fascismo. Attraverso documenti e testimonianze, il libro ricostruisce una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale: l'avventura ellenica, simbolo del divario tra propaganda e realtà, e momento decisivo nel declino del mito fascista. La ricostruzione storica è accompagnata, tra le pagine, da foto d’epoca, illustrazioni, cartine e ritagli di giornale.
GLI AUTORI
Gli autori sono Enzo Raffaelli (1940-2018) e Stefano Gambarotto. Raffaelli, laureato all’Università di Padova, è stato colonnello dell’Esercito italiano. Gambarotto, laureato all’Università di Bologna, è pubblicista e divulgatore. Entrambi sono legati al Comitato di Treviso dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano: rispettivamente, presidente per dodici anni e collaboratore.
GLI ERRORI
Nella pianificazione dell’attacco furono commessi enormi errori sia dal punto di vista scientifico che decisionale. Alti ufficiali ancora legati al modo in cui si era combattuto il primo conflitto mondiale presero decisioni relative agli armamenti che si rivelarono disastrose. Esempi sono i test sui nascenti apparati radar o sui motori aeronautici a reazione, bollati come inutili curiosità scientifiche. A questo atteggiamento dei vertici militari fece da contraltare quello del sistema industriale che, con Fiat e Ansaldo in testa, spinto da mere logiche di profitto, continuò a imporre la produzione di mezzi non all'altezza degli avversari. Le forze armate italiane erano dunque del tutto inadeguate a sostenere le velleità bellicistiche delle gerarchie fasciste.
IMPROVVISAZIONE
Quella di Grecia fu una «campagna dolorosa – così la descrisse il giornalista e storico Mario Cervi – che resta nella storia d'Italia come una pagina agghiacciante della leggerezza e dell'improvvisazione di Mussolini» e allo stesso tempo «come un’ennesima riprova della capacità di resistenza e di abnegazione del nostro soldato».
Il libro “La campagna di Grecia” (Editoriale Programma, 160 pagine) sarà in edicola con La Prealpina a partire da sabato 11 aprile a 7,90 euro in aggiunta al prezzo del quotidiano.
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