CURIOSITÀ
Dracula tra leggenda e realtà

Il vampiro simboleggia il concetto di non morto, un essere in sospeso tra la vita e il nulla che si alimenta del sangue umano per continuare la sua esistenza.
Detto così fa un po’ impressione ma questa figura non è una semplice invenzione letteraria, messa nero su bianco dallo scrittore Bram Stoker nel 1827.
Si parla di divinità simili ai vampiri già nel periodo mesopotamico, ciò a dimostrazione del fatto che Dracula incarna la paura che alberga in noi dalla notte dei tempi. Riesce a impersonare colui che ci intimorisce ma, nello stesso tempo, ci attrae, ci incuriosisce, ci pone domande.
Tutti questi ingredienti finiscono dentro un personaggio che conosciamo da quando siamo piccoli. Chi non ha mai visto qualche film di Dracula? Forse nessuno.
DRACULA DAI FILM ALLA MUSICA
Da adolescenti guardare una pellicola con il personaggio dai canini acuminati poteva diventare un’occasione di trasgressione. Con l’età matura è diventato tutto più normale e il vampiro si è trasformato in un momento filosofico di conoscenza. Proprio così.
Ne dava terrificante esemplificazione il Peter Murphy dei Bauhaus di prima maniera quando cantava “Bela Lugosi’s dead”. Forse non tutti conoscono questo gruppo gothic che riprendeva in una nota canzone le gesta dell’attore ungherese (naturalizzato americano), tra i principali interpreti del Conte Dracula nella filmografia internazionale. Ne veniva restituito un quadro asfissiante in cui il cantante dei Bauhaus come uno sciamano ripeteva in maniera ossessiva il termine: “Undead” che significa non morto. Appunto, cosa significa? E qui sta il segreto dei vampiri che ci riportano alla possibilità di rimanere o di ritornare in vita anche dopo che il nostro cuore si è fermato. Inevitabile, allora, citare un mostro sacro della letteratura come Edgar Allan Poe, quando instillava nella mente dei suoi lettori tutti i dubbi legati ai casi di seppellimenti prematuri. Come nel caso simile dei vampiri, uomini o donne normalissimi tornavo improvvisamente in vita ma si trovavano già nella tomba. Il resto è facile da immaginare.
L’IMMAGINE DEL VAMPIRO
L’immagine dei vampiri fa venire i brividi ma non è una semplice divagazione letteraria. Spesso le storie raccontate dagli autori più o meno famosi ci fanno toccare con mano le nostre paure, le vanno a pescare non per terrorizzarci di più (anche se a volte ci riescono) ma per riuscire a trovare una chiave di interpretazione che ci liberi da ogni laccio che può imprigionare la nostra mente.
Dunque Dracula come una guida buona (eh sì) che con il sangue che gli cola da un angolo della bocca riesce ad aprirci la strada della consapevolezza della nostra condizione umana. Ve lo sareste mai aspettato? Eppure è così. D’ora in poi possiamo guardare in faccia i vampiri con un po’ di coraggio in più (forse).
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