L’ASTA
Memorabilia, la passione sportiva si cela anche in un oggetto
All’incanto da Bolaffi più di 500 lotti tra cui alcuni con cimeli unici. Dalla firma autografa di Jordan alle mitiche Puma di Maradona

Oggetti, indumenti, documenti. Legati a discipline sportive. Indossati da professionisti del mondo dello sport. O che raccontano la vita di un club o di uno sportivo. L’asta di Sports Memorabilia di Bolaffi che si apre online la mattina di lunedì 2 dicembre con una prima sessione di 215 lotti per proseguire con il saldo nel pomeriggio raccoglie rarità e vere e proprie “chicche” capaci di suscitare una profonda emozione in collezionisti ma non solo. Dalla firma autografa di Michael Jordan a quella di Pelè, dalle magliette di Maradona con solo il numero e ancora senza nome, alla scarpa sinistra autografata di Schumacher, stesso modello con cui vinse tre titoli del mondo consecutivi, sono 545 i lotti in cui si suddivide, su una base d’asta di partenza di circa 210mila euro.
«Abbiamo iniziato nel 2016 con l’acquisizione dello Statuto del Milan, che all’epoca venne acquisito come conferimento attraverso l’esperto dei Libri antichi – spiega la nascita di quest’asta di Sports Memorabilia Matteo Armandi, responsabile di divisione del dipartimento di Gioielli, orologi e Sport Memorabilia di Aste Bolaffi –. Da allora ogni dicembre organizziamo un’asta a tema grazie alle segnalazioni spontanee che ci giungono in azienda. Non andiamo noi a cercare, ma facciamo sapere alla gente che c’è la possibilità di vendere beni sportivi. E l’asta di quest’anno si presenta molto interessante». Proprio per la varietà di oggetti che sono proposti. E non si pensi che gli acquirenti siano solo i collezionisti “maniacali”, che pure rappresentano comunque la grossa fetta di interessati. «Ci sono anche amatori o coloro che vogliono fare un regalo – sottolinea Armandi –: è un’opportunità, soprattutto sotto Natale, perché offre la possibilità di regalare un oggetto particolare. Lo sport poi è una passione molto estesa e amata in Italia e l’idea di donare un oggetto appartenuto a uno sportivo può essere interessante».
Una partecipazione trasversale che potrebbe far pensare all’acquisto di un “memorabilia” anche come possibile investimento, non solo come oggetto ricercato, appunto, da chi li colleziona. Ipotesi che però non sembra avere molto senso: «Ogni oggetto che racconta una storia e che quindi è un oggetto da collezione ha un valore – spiega Armandi –, e come tale si modifica nel tempo. Io non parlerei di investimento, ma di bene, rifugio e scommessa». Tutto quanto va all’asta è naturalmente certificato come provenienza. «Il lavoro di valutazione di originalità degli oggetti è meticoloso – sottolinea ancora Armandi –: occorre cercare confronti e nel dubbio si boccia. Ma la provenienza fa molto: se arriva da un familiare o dallo sportivo, è molto più semplice. In quest’asta, per esempio, tutte le maglie che provengono da ex calciatori sono accompagnate da una dichiarazione che comprova che questo l’ha indossata. Serve la certezza, soprattutto ai collezionisti, che un oggetto sia appartenuto veramente a uno sportivo. E se non ci sono valutazione scritte, bisogna fare un po’ di ricerche». Ricerche che stanno anche alla base delle valutazioni di base d’asta. «Il prezzo di partenza – aggiunge Armandi – per principio è accattivante, nel senso che la base si fa un po’ sulla propria esperienza. Ma a volte si hanno vere e proprie sorprese inaspettate: penso per esempio all’anno scorso, quando una cartolina spedita il giorno della tragedia del Grande Torino e firmata dalla squadra partiva da una base d’asta stimata a 2000 euro ed è stata acquistata a 13mila. Perché c’è questa emozione in chi compra gli oggetti che spesso dà una sua personale valutazione all’idea di avere un oggetto unico».
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