DA 36MILA ANNI
La proiezione dell’uomo a quattro zampe
Tanti gli artisti che nella storia hanno creato opere particolari

In principio c’è stato il Gatto con gli stivali. Sono arrivati con Carlo Collodi e Pinocchio, il Gatto e la Volpe e il Grillo parlante. È poi è stato il turno della Fattoria degli Animali di George Orwell con Napoleone e Palladineve. Per parlare di Topolino, Pippo, Pluto e Paperino di Walt Disney. Per non parlare dei cavalli, Bucefalo di Alessandro Magno oppure Marengo di Napoleone Bonaparte. Gli animali da secoli e per secoli, sono amici inseparabili dell’uomo. Spesso vere e proprie divinità, a partire dall’Antico Egitto dove venivano adorati i gatti come la dea Basteth e il dio Anubi era uno sciacallo. Cosa hanno in comune tutti questi animali, da personaggi fantastici della fantasia a quelli veri? Sono tutti umanizzati, elevati a grado di pari se non persino superiore a quello umano. E nei secoli, a parte imposizioni e costumi religiosi, non è cambiato molto nell’animo umano e nel rapporto con gli amici a due e quattro zampe. Viviamo in tempi in cui gli animali sono letteralmente al pari degli umani, sempre più umanizzati. È cristallizzata dall’arte questa tendenza, da anni gli artisti raccontano questa nostra esigenza dell’anima. Fra i primi e più illustri artisti a raccontare questa nostra passione per i nostri amici, soprattutto per i cani, è il pittore belga Thierry Poncelet diventato celebre per i ritratti di Aristocani in pose artificiose, ispirate agli usi nobiliari e vittoriani del XVIII e XIX secolo. Cani snob, con tanto di monocolo e panciotto. Qualche esempio? Qualche anno fa, nell’ambito dell’asta della Doyle a New York i suoi dipinti di cani antropomorfi hanno presero quota: l’olio su tela A Lady of Distinction è stato acquistato a 1750 dollari, il Chevalier de Saint-Denis era arrivato a 4375 dollari su una stima di 1500-2500. Il suo Madame Chienne partito da 1500/2500 ha raggiunto i 5625 dollari. I suoi lavori, Cani nell’arte, sono solo una sezione di opere, Poncelet ha sempre dichiarato inoltre di prendere ispirazione da importanti pittori del passato, Jerome Bosch fra tutti, ma anche dall’arte di Walt Disney. Poncelet è forse l’artista contemporaneo che si occupa di animali umanizzati che, ammettiamolo, sono divertenti, affascinanti e raccontano chi siamo. Fra gli artisti che hanno umanizzato i cani, uno dei più famosi è Cassius Marcellus Coolidge artista statunitense disegnatori di fumetti, principalmente conosciuto per una serie di diciotto dipinti raffiguranti cani che giocano a poker. Il 15 febbraio 2005, due dei suoi dipinti, A Bold Bluff e Waterloo, sono stati venduti per 590.400 dollari. Insomma cifre da capogiro per i cani antropomorfi. Del resto, gli animali nell’arte sono tradizione antica. Da Raffaello a Caravaggio, da Guercino a Tiepolo fino a Ceruti, gli artisti hanno spesso dipinto animali sia in rappresentazioni autonome che in compagnia dell’uomo, soprattutto in occasione di commissioni ufficiali da parte di nobili e aristocratici. Pietro Liberi ha dipinto Venere, Amore e cagnolino vestito da bambina, una delle prime umanizzazioni dei cani. Fra gli ultimi lavori ci sono quelli dell’italiana Giorgia Monni, grafica diventata famosa per aver creato elaborazioni digitali, a partire da nota un’analogia tra David Bowie e Ragazzo con mela di Raffaello. E non si è più fermata spopolando. Cosa c’è dietro questi successi? I racconti dell’arte svelando secoli di storia ed evoluzioni culturali e psicologiche. Di fatto, sempre più spesso i nostri pet sono veri e propri componenti della famiglia, umanizzati e antropomorfizzati. Inutile negare che chi ha un animale per casa, non lo tratti come un umano a tutti gli effetti. Consentendo di sdraiarsi pure sul letto o sul divano, in alcuni casi soprattutto con i gatti sarebbe comunque una battaglia persa. Detto questo, alcuni dei bisogni dell’amico a quattro zampe e alcuni dei nostri bisogni vengono soddisfatti dalla relazione e interazione uomo - animale. Garantiamo cibo e accudimento, loro garantiscono protezione e una morbida pelliccia da accarezzare. Il cane è accanto all’uomo da circa 36mila anni, quando alcuni lupi grigi più socievoli si sono avvicinati agli uomini e nel corso del tempo, c’è stata una sezione ed evoluzione. Gli esemplari più tranquilli, cooperativi e anche più vicini alle nostre esigenze estetiche. Proprio questa adattabilità allo stile di vita umano ha fatto guadagnare al cane il titolo di “migliore amico dell’uomo”. Sarà per questo che anche di fronte a un quadro con un animale antropomorfo, perdiamo la testa. Divertenti, spiritosi appagano il nostro bisogno di dichiarare a tutti l’amore per gli amici a quattro zampe lasciandone traccia.
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