L’ESCURSIONE
Laghi Suretta: il mondo riflesso nell’acqua
Una gita a due ore da noi: si parte da Splügen nel Canton Grigioni. Tra boschi e praterie alpine, baite in sasso e torrenti, qui gli specchi blu disegnano uno dei paesaggi più belli

Tre laghi, un’escursione semplice e appagante a meno di due ore dal Varesotto. La stagione delle escursioni proposte da Oltre riparte dal Canton Grigioni, precisamente a Splügen per una passeggiata classicissima di queste parti: quella ai Laghi Suretta. Si parcheggia poco prima del primo tornante che dal paese svizzero sale allo Splügenpasper, percorrendo una parte della Via dello Spluga fino al borgo di Isabrüggli. Per un mezz’oretta buona si cammina in un fitto bosco di abeti, fresco e ombroso. La salita non è impossibile, ma sale con regolarità. Finalmente, gli abeti lasciano spazio ai larici e ai rododendri e il bosco diventa più variopinto, luminoso e profumato. Gli scorci sulla vallata dell’Hinterrhein si fanno sempre più frequenti e, mano a mano che si sale, sempre più spettacolari. In cima alla vallata dove nasce il Reno appaiono anche le vette del Chilchalphorn, del Lorenzhorn e dello Schwarzhorn, tutte cime che superano i 3.000 metri. Qui si supera la strada dello Splügenpass verso Razunscheralp: la salita spiana e diventa ancor più piacevole coi larici che lasciano il posto ai prati e al panorama sul Pizzo Tambò. Dopo un’ora si arriva a un bivio, si prende a destra e, a quel punto, basta soltanto un’altra mezz’ora per cominciare ad addentrarsi in un angolo delle Alpi dove i laghi disegnano uno dei paesaggi più belli. L’antipasto è servito dal Lago Suretta inferiore (Under Surettasee), ma il meglio deve ancora arrivare, col Lago Suretta Superiore (Oberer Surettasee), abbinato al Lago Turra (Turrasee) e ad altri piccoli specchi d’acqua e ruscelletti che si creano in questa conca. Impossibile non fermarsi qualche minuto sulle rocce piatte in riva al lago, che sembrano essere lì apposta per un picnic e per prendere il sole. Nei pressi del sentiero che corre lungo il lato nord del Lago Superiore si trova anche il rifugio Seehutte, aperto solo d’estate, mentre sotto c’è un piccolo molo di legno con una barca a remi, a disposizione di chiunque volesse usarla, chiaramente durante la bella stagione. Per arrivare al Turrasee, che già si intravede in lontananza, si consiglia di compiere un giro ad anello intorno al Oberer Surettasee, che richiede qualche minuto, a causa della grandezza e della conformazione del lago. Il sentiero bisogna un po’ inventarselo ma, con cautela, si può compiere senza alcun pericolo. Anche al Turrasee, il paesaggio, completamente cambiato rispetto alla sponda da cui si arriva, obbliga a compiere una pausa, magari abbinata a un rinfrescante pediluvio, godendosi lo splendido colore del lago e l’imponente massiccio dell’Aussere Schwarzhorner che lo sovrasta. Per tornare si completa il giro intorno all’Oberer Surettasee, salendo magari su una piccola cima senza nome, da cui si possono ammirare tutti i tre laghi nel loro splendore. Il tutto contorniato dalle vette della zona, dai colori dei laghi che cambiano a seconda delle carezze del sole e, se si è fortunati, da qualche fiorellino pronto a decorare le foto ricordo.
Purtroppo è ora di rientrare. Due le possibilità. La più lunga e con un canalone nel bosco in cui prestare attenzione porta a passare dalla Leimtobel, proseguendo verso Sufers per poi tornare indietro. Più comoda, invece, la discesa dalla mulattiera di Razunscheralp, che riporta direttamente al punto di partenza. In ogni caso il cammino resta compreso, in tutto, tra le 5 e le 6 ore. Volendo, si può anche salire e scendere da Isabrüggli: in questo caso per salire ai laghi ci vogliono soltanto 90 minuti più la discesa dalla stessa parte.
Terminata l’escursione si consiglia una sgambata defaticante a Splügen, tipico villaggio di valico, che è stato capace di conservare bene l’aspetto originale, i suoi fieri palazzi e le case Walser imbrunite dal sole. Un luogo, tra l’altro, ricco di storia perché, per più di 2.000 anni, il Passo dello Spluga ha costituito il più importante collegamento fra i Grigioni e l’Italia. Non lontano, poi, si trova anche la gola della Viamala: un canalone dalle pareti in roccia che raggiungono anche 300 metri di altezza, che veniva attraversato da percorsi larghi pochissimi metri. Oggi, invece, basta servirsi dei 321 gradini che scendono nelle profondità della gola, ammirando anche l’impressionante ponte di quasi 70 metri sul Reno Posteriore, edificato nel 1739.
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