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«Il mio singolo (quasi) da Oscar»

Due donne famose in Italia e nel mondo (una per la musica, l’altra per il cinema) unite in un importante progetto. Il 23 ottobre è uscito Io Sì (Seen), brano di Laura Pausini uscito per Warner Music Italy, che è la canzone originale de «La vita davanti a sè» («The Life Ahead»), film con la grande Sophia Loren con la regia del figlio Edoardo Ponti.
La pellicola segna il ritorno della Loren dopo 10 anni di assenza dalle scene. E c’è un’altra notizia importante: la canzone è candidata per le nomination agli Oscar 2021. Felicissima, ma un po’ scaramantica, Laura ha fatto una battuta con il suo inconfondibile accento romagnolo, in collegamento da Los Angeles durante la conferenza di presentazione: «Se mi gaso mi viene un crollone se poi non vinco. Ho già festeggiato per essere in nomination, mi sono mangiata l’hamburger, questo è il mio premio perché poi devo stare un mese a dieta».
Un altro nome famoso nel mondo è quello di Diane Warren, artista internazionale che conosce da anni Laura ma con cui è la prima collaborazione. «Tutto è nato quest’estate - ha raccontato Pausini - mi ha chiamata proprio Diane. La canzone era nata in inglese, Seen, appunto, ho parlato poi con Edoardo Ponti, il regista, che mi ha mostrato il film. Proprio lui ha voluto provare a fare la colonna sonora in italiano». Il brano ha infatti 5 versioni, ma è quella italiana la prescelta come portabandiera nel mondo. «Volevo rispettare il significato del film - ha spiegato Laura - e la posizione in cui la canzone arriva, è in un momento importante».
Il testo è stato scritto da Laura con l’autore Niccolò Agliardi «ed è stato registrato in Romagna - ha aggiunto Laura - a casa dei miei genitori. Aspettavo qualcosa che mi emozionasse così tanto, questa pellicola racconta di incontri che possono cambiare la vita e possono salvarla».
Riguardo al rapporto tra Laura e Sophia, si sono conosciute nel 2003: «Siamo andate insieme a eventi importanti, con un sacco di gente. Stava sempre con me, c’è sempre stata grande empatia tra noi. È una donna italiana di quelle che quando ci definiscono gli stranieri, ci immaginano così. È molto materna, protettiva. È un’icona, anche se non ama definirsi tale, anche solo per il modo in cui sta seduta, per come muove gli occhi. Non è logorroica tipo me - ha aggiunto con un sorriso - in una frase sa dirti delle cose che ti avvolgono come se ti avesse capita e studiata. Ha sentito la canzone e l’ho anche vista cantarla. E - ha anticipato - nel video ci sarà anche lei».
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