MONTAGNA
Le mete dove lo sguardo prende il volo
A Castagnola dal Monte Bré si può ammirare tutta Lugano

«Vado in montagna perché mi piacciono i panorami». Se si è d’accordo con questa affermazione, l’inverno è la stagione migliore per godersi gli scorci sulle Prealpi. Nel nostro territorio, infatti, tra primavera e autunno le vedute possono essere un po’ impallate dalla vegetazione. Nei mesi invernali, invece, con gli alberi privi di foglie, si possono aprire dei panorami inaspettati quanto incantevoli. In tal senso, uno tra i più balconi panoramici più belli del Varesotto si trova sul Sasso del Ferro, situato sopra Laveno Mombello, superando i 1.000 metri d’altitudine Visto che la cabinovia è chiusa fino al 21 marzo, la terrazza naturale è raggiungibile partendo dalla località Casere di Laveno, effettuando un’escursione a piedi tra i boschi. Una volta giunti in vetta, si ha la sensazione di essere avvolti nella natura e, nelle giornate di bel tempo, è possibile anche osservare il Campo dei Fiori, i laghi della zona, la Val Grande, fino a intravedere la maestosa catena alpina, tra cui spicca il Monte Rosa e, a sud, dopo il Monviso, la catena degli Appennini liguri.
Chi preferisse un panorama “di pianura” può visitare la prima collina che si incontra provenendo da Milano. Si trova a Montevecchia, un incantevole borgo sospeso tra la Brianza e le Prealpi lecchesi. La sommità si trova si affaccia sui quasi 3.000 ettari del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, dove affiorano le famose e misteriose formazioni rocciose denominate Piramidi. Dal Santuario della Beata Vergine del Carmelo che, con i suoi 180 gradini, domina la valle, la vista regala memorabili tramonti che possono accompagnare un aperitivo a base di Pincianell, il vino rosso della zona.
Andando in Piemonte, tra Stresa e il Mottarone, un super panorama sul Golfo Borromeo si può ammirare sul Monte Camoscio. L’itinerario parte dal Sentiero dei picasass, la strada percorsa dai cavatori per raggiungere le aree di estrazione del granito rosa di Baveno. Per arrivare in cima si può optare per il tragitto semplice nei boschi (550 metri di dislivello) oppure, per gli amanti dell’arrampicata, si può compiere la ferrata dei picasass.
E in Canton Ticino? A Castagnola, sul pendio del Monte Bré, il Parco San Michele offre la vista panoramica più affascinante di tutta Lugano. Lo scenario del lungolago e della città è chiuso dal Monte San Salvatore che, da questa prospettiva, si staglia in tutta la sua imponenza. In lontananza emergono le cime della catena alpina in una molteplicità di forme e di colori che, al tramonto, si fanno incandescenti. Sulla sinistra, l’occhio può spaziare da Melide, Campione d’Italia e Bissone fino alla pianura lombarda. Il Parco San Michele può essere raggiunto in 5 minuti a piedi sia dal posteggio di Ruvigliana, sia dal posteggio della chiesa di Castagnola che dalla fermata intermediaria della funicolare Monte Bré. L’area si contraddistingue anche per la cappella dedicata a San Michele, il rustico, alcune sculture di pietra e per la vegetazione di glicini, oleandri, querce, olmi, carpini, frassini e allori.
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