L’ADUNATA DEL CARROCCIO
Lega, 19 varesini al congresso federale
Sono 770 i delegati alla due giorni (5 e 6 aprile) di Firenze che eleggerà il segretario e il direttivo. Per ora Salvini senza rivali

La convocazione ufficiale arriverà probabilmente domani, martedì 25 marzo. Ma è già scattato il conto alla rovescia: il 5 e 6 aprile si terrà a Firenze il congresso federale della Lega che andrà ad eleggere il nuovo leader del movimento e i componenti (22) del direttivo federale. Alla grande adunata parteciperanno 770 delegati, tra partecipanti di diritto e delegati votati per essere appunto al congresso.
DA VARESE IN 19
La Lega della provincia di Varese sarà rappresentata da 19 delegati. Sei sono di diritto ammessi: il ministro Giancarlo Giorgetti, il presidente della Regione Attilio Fontana, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, l’onorevole Stefano Candiani, il segretario provinciale Andrea Cassani e il consigliere regionale Emanuele Monti, Con loro, i 13 delegati eletti: Davide Quadri di Varese; Riccardo Battiston di Venegono Superiore; Antonio Belvisi di Cassano Magnago; Giorgio Caielli di Gallarate; Angelo Veronesi di Saronno; Edoardo Favaron di Sesto Calende; Domenico Donadio di Busto Arsizio; Stefano Cavallin di Induno Olona; Simona Cassarà di Solbiate Olona; Thomas Guerini di Castellanza; Claudia Mazzetti di Gallarate; Stefano Gosio di Cardano al Campo.
SALVINI IN CAMPO
L’elezione del segretario federale e dei componenti del direttivo avverrà il secondo giorno del congresso, ovvero domenica 6 aprile.
Al 99% - quindi salvo colpi di scena - verrà confermato Matteo Salvini alla guida del Carroccio. Dovrebbe trattarsi di una corsa solitaria. Anche perché gli eventuali sfidanti dovrebbero raccogliere 120 firme tra i delegati e in rappresentanza di quattro regioni per candidarsi. Obiettivo non impossibile ma di certo arduo. Così ha previsto il regolamento del congresso federale. E non sono emerse indiscrezioni - mancano ormai solo undici giorni - di potenziali concorrenti alla carica di segretario federale.
Diverso è per le mozioni, ovvero le indicazioni sulla rotta politica da seguire che possono essere presentate (previa raccolta firme) e quindi discusse e votate. Già praticamente certa quella - mozione identitaria - del leghista veneto Alberto Stefani per dare maggiore peso ai sindaci e alle comunità locali. Sarà condivisa da tutti e anzi è probabile che Salvini la faccia propria evitando così una superflua votazione per l’approvazione. Ma si parla anche di una mozione lombarda, di contenuto programmatico legato al tema della sicurezza, che dovrebbe anche questa incontrare unanimità. Nessun rumor, per ora, di mozioni che minacciano spaccature. Ma non sono così improbabili.
CASSANI: «ISTANZE TERRITORIALI POLITICHE»
«Tanti hanno chiesto in questi anni - spiega il segretario provinciale della Lega, Andrea Cassani - il congresso federale e ora ci siamo. È l’occasione per presentare istanze territoriali e politiche che possano contribuire a tracciare la linea del movimento».
L’autonomia, come intuibile, sarà uno dei temi al centro del congresso.
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