IL PERSONAGGIO
Arianna Talamona, forza e femminilità

Entusiasmo, gioia di vivere, femminilità. E un talento innato.
Arianna Talamona è un concentrato d’energia, ma con il fascino di una donna che ama aver cura di sé e pure consapevole della propria bellezza.
Ecco, c’è un filo - d’Arianna, ça va sans dire - che lega la campionessa di nuoto cresciuta a Malnate col bello. Ma non col vago.
Perché gli abiti, l’acconciatura, le scarpe, il trucco, lo smalto sono solo accessori. Mentre il cuore, i princìpi, la volontà, l’impegno, la rettitudine sono il motore della sua anima.
Aperta al mondo, con l’emozione di rendersi disponibile ogni giorno alle ragazze ed ai ragazzi - ma non solo - che attraverso i social le chiedono consigli.
Perché l’azzurra, plurimedagliata ai Mondiali di Londra 2019 e ora proiettata verso le Paralimpiadi estive di Tokyo, è un esempio e un modello. Oltre che una fonte d’ispirazione.
Per il suo coraggio, la sua simpatia e la sua intraprendenza.
«Dopo l’avventura dei Giochi di Rio 2016 è cresciuta man mano la mia autostima - racconta Arianna durante una pausa dei suoi allenamenti quotidiani - e c’è stata in me un’evoluzione. Così, con una mia crescita personale, ho smesso di parlare soltanto di moda e beauty, dedicandomi più in generale al benessere e al dare indicazioni ai tanti che mi pongono domande. Non è facile - spiega la stella del nuoto che il mese prossimo prenderà la laurea in Scienze e tecniche psicologiche - perché hai delle responsabilità verso chi si rivolge a te».
«Quanto tempo dedico ai social? In realtà non più di un’ora al giorno, la parte più complicata è la creazione dei contenuti, specie per quanto riguarda le immagini. Ma durante la settimana mi organizzo col fotografo, mentre per il resto il racconto della vita quotidiana è immediato. Per le storie ci metti due minuti, mentre prende più tempo rispondere ai messaggi ma io cerco sempre d’essere presente. Mi piace, non mi pesa e comunque chi mi segue sa che a volte devo staccare per dedicarmi ai miei impegni sportivi».
Del resto, la giornata di Arianna Talamona è particolarmente intensa. La sveglia alle 6, il primo allenamento già dalle 7, poi la palestra, il ritorno a casa, il pranzo, un breve riposo e poi via di nuovo in piscina.
«La domenica, se non ci sono gare, è di solito l’unica giornata libera. Chiaramente è dedicata al riposo, guardo le serie tv col mio fidanzato e mi piace molto leggere».
Gli spazi sembrano essere limitati, eppure Arianna ha trovato il tempo per un nuovo progetto. Sempre legato all’acqua.
Perché la stella della Polha ha raccolto l’invito di Andrea Zatti, il giovane bergamasco creatore del mondo Kaki, è con lui ha dato vita a un singolarissimo gioiello: il marimino, un pendente contenente una piccola alga, il marimo appunto, da tenere in vita cambiando periodicamente l’acqua contenuta all’interno del monile in vetro soffiato.
«Una parte dei proventi va in beneficenza a un‘associazione che si occupa di stampare delle protesi in 3D da portare nei Paesi più poveri del mondo, ma dopo le Paralimpiadi di Tokyo io e Andrea daremo sicuramente vita ad altri progetti nel campo dell’ecologia e non solo».
E forse era scritto nel destino che Arianna si legasse a un’alga giapponese, proprio lei che a Tokyo proverà a splendere portando sul podio il tricolore.
E l’orgoglio di una donna che per dare voce al mondo della disabilità si è pure letteralmente messa a nudo nell’ormai famoso servizio fotografico firmato da Oliviero Toscani.
«Sono molto complessa - si svela Arianna Talamona - ma sto provando a mettere insieme la cura verso se stessi e l’ambiente, con un’idea di crescita, di miglioramento, per provare a stare meglio unendo psicologia ed ecologia. Lo sport? Ti aiuta tantissimo, ti dà gli strumenti per crescere e ti prepara al mondo del lavoro. Per ora il mio obiettivo è Tokyo, dopo si vedrà...».
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