IL MITO
Maria Callas: una donna dalla vita e voce divine
Soprano dalle doti eccezionali definita più volte la prima icona mediatica

Il 2 dicembre di cent’anni fa nasceva a New York Maria Callas, la Divina soprano statunitense di origine greca. Il suo vero nome era Sophie Cecelia Anna Maria Kalos, contrazione del cognome originario Kalogeropoulos che suo padre aveva semplificato al suo arrivo negli Stati Uniti.
E già attorno alla sua nascita si sono create incertezze: se infatti sarebbe oggi assodata quella del 2, la madre aveva diffuso quella del 4, giorno festeggiato poi come compleanno, anche se nel suo libro Callas nemica mia Maria Girolami, che fu moglie del tenore Giuseppe di Stefano, racconta di una cena organizzata proprio il 2 dicembre 1972 per festeggiare il compleanno della soprano.
Si racconta che Maria inizialmente fu rifiutata dalla madre, che desiderava un maschio dopo la morte del figlio Vassilis a soli tre anni, e che il padre non la registrò subito all’anagrafe. Premesse che fanno subito pensare a una vita fuori dall’ordinario. Quale è stata appunto quella di Maria Callas, soprano dalle doti eccezionali, definita più volte la prima icona mediatica. Ma anche donna che ha rappresentato uno stile, una moda. Un mito. Al di là del suo talento artistico. Una donna capace di plasmare il suo essere cercando sempre, anche in maniera ossessiva, di cambiare ciò che di lei, soprattutto del suo corpo, per anni sovrappeso, non le piaceva.
E se la giornalista Camilla Cederna la descrive, al suo debutto in Italia a Verona nel 1947 con Gioconda come “una matrona in visone”, dall’aspetto dunque piuttosto pingue, dopo la sua prima interpretazione di Violetta nella Traviata nel 1951 la Callas si trasforma fisicamente e l’anno seguente è non solo magrissima, ma anche molto elegante. Sul palco e nella vita quotidiana e mondana.
Fu a Verona nel 1947 che la Callas conobbe l’industriale di laterizi commendator Giovanni Battista Meneghini, con cui si sposò due anni dopo e con il quale visse a Milano. Una targa ricorda la villetta in via Buonarroti, che oggi non esiste più, dove ha abitato fino al 1960 e che la soprano arredò scegliendo personalmente mobili antichi, tendaggi, quadri e pezzi d’arte. E dove, nel 1958, da una poltroncina illuminata da luci di scena appositamente installate, si fecero le riprese del programma televisivo dell’emittente newyorkese CBS in cui la Callas discusse del mondo dell’opera con direttori d’orchestra, musicisti e giornalisti.
Focosa, anche capricciosa, i grandi della cultura amarono moltissimo la Callas, personalità davvero unica oltre che icona sulla scena e nella vita, dove incarnava uno stile elegante, raffinato, anche se pratico: guanti, foulard, pantaloni, scarpe basse con punta sottile. Occhi accentuati dal trucco dietro grandi occhiali, principalmente scuri. Era molto miope e si narra che le decine di opere in teatro siano state interpretate senza riuscire a vedere il direttore, imparando alla perfezione a memoria non solo la sua parte, ma anche quelle degli altri per non sbagliare gli attacchi, dimostrando un’enorme capacità di concentrazione.
Con il suo gusto ricercato e da vera diva arredò anche la villa a tre piani di Sirmione, la sua meta lontana dal caos e dalla mondanità, dove si dice che annunciò, nel 1959 al marito la fine della loro relazione. Nella sua vita, che dal punto di vista sentimentale conobbe emozioni molto forti, era entrato Aristotele Onassis, che la Callas aveva conosciuto durante una crociera sul suo yacht alla quale era stata invitata proprio con il marito.
Una relazione, quella con Onassis, da cui la separano diciassette anni d’età, burrascosa: resta attorno a questa storia lo scandalo suscitato dal fatto che entrambi in quel momento fossero sposati, ma anche il mistero di un figlio che sarebbe morto poche ore dopo la nascita.
Ma nel 1968 Onassis sposa Jacqueline Kennedy. La soprano aveva già diradato le esibizioni, la sua voce sta diventando sempre più fragile: nel ruolo di Tosca si era esibita l’ultima volta a Londra nel 1965. All’inizio degli anni Settanta tiene alcuni concerti con il tenore Giuseppe di Stefano. Nel 1977 muore per un presunto infarto.
© Riproduzione Riservata