MIELE
Dolce nettare delle mie brame

Il miele è uno degli alimenti naturali più semplici e genuini. Si tratta di un prodotto apprezzato fin dall’antichità per le sue virtù terapeutiche e le sue proprietà nutritive, al punto da essere stato inserito tra i cosiddetti superfood ovvero quelli che, oltre a nutrire, fanno bene alla salute. Gli uomini delle antiche civiltà gli attribuivano un valore religioso e lo consideravano una rugiada divina che le api raccoglievano non solo sui fiori, ma anche negli strati superiori dell’aria. Se Cleopatra prediligeva per la sua pelle creme a base di miele, i soldati romani usavano balsami al miele per curare e cicatrizzare piaghe e ferite. Il miele è privo di conservanti perché contiene al suo interno principi attivi in grado di mantenerne inalterate le qualità organolettiche. Non contiene inoltre additivi di nessun tipo, né coloranti né aromatizzanti; la sua dolcezza deriva direttamente dal gran lavoro che fanno le api, trasformando il nettare dei fiori in un composto denso, dolce e profumato. Il miele è ricchissimo di preziose sostanze vitali, come si può vedere dalla sua composizione, che lo rende un superalimento energetico perché può essere immediatamente assorbito senza digestione: 18% di acqua, 40-45% di fruttosio, 35-40% di glucosio, 4-10% di saccarosio, vitamine, minerali, enzimi, polline, acidi organici, fitormoni.
Per la legge italiana il miele non può subire aggiunte di alcun tipo e gli unici trattamenti a cui può essere sottoposto sono: estrazione dai favi per forza centrifuga, decantazione, filtraggio e cristallizzazione guidata. I trattamenti termici utilizzati per mantenere il miele allo stato liquido (come ad esempio la pastorizzazione), privano il miele di molti principi nutritivi. Al di fuori del periodo di produzione, è quindi preferibile l’utilizzo di miele cristallizzato. La cristallizzazione indica che è genuino e non ha subito trattamenti termici di conservazione. I mieli ricchi di fruttosio, come acacia, castagno, melata, tendono a rimanere liquidi più a lungo rispetto a quelli ricchi di glucosio, come tarassaco, tiglio, rododendro, corbezzolo, cardo, che cristallizzano prima. Ma quando un miele non è stato pastorizzato, prima o dopo, tende sempre a cristallizzare. Una cosa da sapere è che il miele è un conservante naturale, quindi anche molto tempo dopo la produzione non è mai nocivo. Teoricamente, non ha quindi una data di scadenza. Quella che si trova sui vasetti è l’indicazione di un periodo entro il quale mantiene al meglio le sue qualità organolettiche. L’importante è conservarlo bene, in luoghi freschi e asciutti.
A seconda del tipo di fiore da cui viene succhiato il nettare, il miele si diversifica in sapore, odore, colore, cristallizzazione e proprietà. I mieli che derivano da un unico tipo di fiore si dicono “monofloreali” mentre se il nettare è prelevato da svariati fiori è detto “polifloreale” o “millefiori”. La scienza moderna ha confermato le virtù terapeutiche attribuite al miele già in tempi antichi e ne ha scoperte di nuove: è antianemico, antimicrobico, disinfettante intestinale, riequilibratore generale dell’organismo, antinfettivo, antiacido per lo stomaco, antibiotico e tonico digestivo. Inibisce germi pericolosi come lo streptococco e lo stafilococco. È febbrifugo, sedativo, regolatore del tono psichico e del funzionamento degli organi sessuali femminili, calmante per la tosse, rilassante. Aiuta il fegato a neutralizzare l’alcol, gli additivi chimici e la nicotina. Se è di qualità, infine, previene addirittura le carie.
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