DA VEDERE
L’Annunciazione incanta Milano per le feste

L’angelo si è appena inginocchiato, le ali sono ancora spiegate, mentre la veste si sparpaglia a terra, in pieghe dense e pesanti. I capelli sono illuminati da raggi divini.
È uno dei due tondi che compongono l’Annunciazione dipinta da Filippino Lippi (1457-1504), figlio di Filippo Lippi e allievo a Firenze di Sandro Botticelli, che lo portò con sé a Roma. Custoditi nella Pinacoteca Civica di San Gimignano, i due grandi tondi in legno di castagno vennero realizzati tra il 1483 e il 1484, quando Filippino aveva 26 anni ed era già impegnato in importanti committenze, tra cui la conclusione della Cappella Brancacci a Firenze, lasciata incompiuta da Masaccio.
I due tondi a pendant si possono ammirare per il periodo delle feste a Milano, per il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte a palazzo Marino, a cura di Alessandro Cecchi. Eccezionalmente escono dalla pinacoteca toscana insieme alle preziose cornici intagliate, dipinte e dorate a imitazione di una corona con foglie di quercia e alloro con ghiande e bacche, legate insieme da un nastro.
Le cornici, commissionate nel 1490 dai Priori e dai Capitani di San Gimignano, furono realizzate da un artigiano locale. Si rimane ammirati per il gusto per i dettagli descritti con minuzia, alla fiamminga, tra boiserie, candelabri e congegni: una vera e propria sfida per l’occhio. Una prospettiva sofisticata unisce i due tondi nello sguardo dello spettatore, che ha l’impressione di trovarsi in un ambiente unico, davanti all’angelo e a Maria, prima di quel gradino grigio che separa lo spazio umano da quello divino.
Poi però tutto cambia: l’ambiente in cui si trova Maria è più arioso e luminoso grazie alla luce riflessa in diagonale. Ha lo stesso pavimento a scacchiera su cui si è posato l’angelo, ma la prospettiva è inversa. È un enigma spaziale che Lippi si diverte a lasciare risolvere all’osservatore. In mostra, approfondimenti video e supporti didattici guidano nell’osservazione delle due tavole.
Novità di quest’anno sono due esposizioni “gemelle” in altri due luoghi della città: due opere provenienti dalle collezioni civiche del Castello Sforzesco, «L’adorazione dei pastori» della bottega del Veronese e l’«Annunciazione» di Panfilo Nuvolone, sono esposte rispettivamente a Villa Scheibler a Quarto Oggiaro la prima, all’Emeroteca di via Cimarosa a Cascina Turro (30 novembre-18 dicembre) e a seguire presso l’Auditorium Cerri (21 dicembre-12 gennaio), la seconda.
© Riproduzione Riservata