MILLENNIALS
La parola d’ordine è sostenibilità

Si fa un gran parlare delle diverse generazioni e del loro potere di acquisto, specialmente di una generazione in particolare, quella dei Millennials: ma chi sono? Cosa rappresentano? I millennial sono coloro nati tra il 1981 e il 1996, prima del millennio da cui il nome, giovani tra i 24 e i 40 anni che fanno i conti con due cambiamenti epocali: la rivoluzione digitale, di cui sono massimi utenti ed esperti, e la scarsità di lavoro e reddito.
Ne parla Antonio Campo Dall’Orto, vice presidente esecutivo di Mtv Networks International (divisione per il mercato non statunitense dei mass media Viacom): «Parliamo di 2.5 miliardi di persone, oltre il 34% della popolazione mondiale, un miliardo delle quali vive in India e Cina. Gli italiani sono 10 milioni. È la prima generazione veramente digitale ed ha valori e modi di pensare convergenti in ogni Paese del mondo. Anche se gli stili e le abitudini tendono a distinguersi in un’esplosione di differenze, alcuni elementi di fondo, infatti, sono condivisi: gli appartenenti a questa generazione sono riformatori e non rivoluzionari, colti, curiosi e appassionati, preparati, socialmente responsabili, proiettati al futuro e vocati al successo. They smell out fake: capiscono subito quando una cosa è finta, e ne diffidano. Quando gli si chiede di nominare i propri eroi personali, nei primi tre posti citano mamma e papà (questo non accade assolutamente nelle generazioni precedenti). Il 70% di loro ha la convinzione di appartenere a una generazione che ha il potenziale per migliorare il mondo: per questo vengono anche chiamati superpower generation. Sono molto diversi sia dai baby boomers sia dalla generazione X che li hanno preceduti. Sono in costante connessione e interazione: i social media sono parte integrante dello sviluppo personale e rientrano, senza soluzione di continuità, nella “vita vera”. Per loro è fondamentale il successo, inteso come modo per realizzarsi: solo per il 13% è necessario protestare contro il sistema (lo è stato per il 59% dei baby boomers), mentre per il 53% bisogna migliorare il sistema da dentro (opinione condivisa solo dal 26% dei baby boomers). Per il 70% di loro non esiste la parola “fallimento”: al massimo ricalibrano gli obiettivi. Il 75% dei millennials non è mai disconnesso dalla rete, neppure di notte, e 8 su 10 di loro in multitasking sempre: per questo sono molto più interessati a possedere un iPad che un’auto. La multicanalità fa sì che ciascuno consumi ciò che vuole, quando vuole, nel modo che preferisce e usando lo schermo più opportuno: la televisione, intesa come attrezzo domestico, è solo uno dei tanti schermi disponibili, non il generatore unico del flusso mediatico. E questo è un cambiamento irreversibile».
Inutile dire quindi che su questa generazione punta in particolar modo il mercato dei consumi per capire bisogni e desideri.
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