MUSICA
A Sanremo vi farò ballare

Ha negli occhi l’emozione di ritrovarsi nel teatro della sua città. La stessa di quando nel 1964, a 19 anni, ci ha cantato per la prima volta. Gianni Morandi riparte dal Duse di Bologna, riproponendo gli spettacoli interrotti a febbraio 2020. Ma con lo sguardo rivolto anche al Festival di Sanremo, dove gareggerà con la canzone Apri tutte le porte scritta per lui da Jovanotti.
In questi due anni Morandi non ha dovuto affrontare solo il blocco della attività teatrali, ma anche un incidente alla mano. Rivelatosi però decisivo per la sua partecipazione sanremese: «Sono caduto nel fuoco nel marzo del 2021. Ho passato 27 giorni in ospedale, durante i quali ricevo la telefonata di Jovanotti. Ci conosciamo da tanto tempo però non avevamo mai collaborato. Poi gli viene questa idea: «Ho scritto una canzone, si chiama L’allegria. Dovrei cantarla io ma se vuoi te la mando, magari la canti tu». La sento, mi piace, allora lui dice: «Andiamo a Milano e la registriamo». Per me è stata quasi una terapia, anche la mia mano guariva meglio, anche il mio umore. Con Lorenzo poi è nata un’altra canzone, Apri tutte le porte.
Anche questa è una canzone di speranza, parla della possibilità di vedere presto ritornare il sole nelle nostre case e nella nostra vita. E ci è venuta un’idea: «Ma perché non la mandiamo ad Amadeus? Magari ci prendono in gara a Sanremo». Così è stato. La storia è confermata da Jovanotti stesso, inaspettato ospite coinvolto da Morandi via telefono.
L’Ariston ha un posto speciale nel cuore del cantante di Monghidoro. «Ci vado con l’entusiasmo di un debuttante. Per me è un ricominciare, ributtarmi nella mischia, ritornare alla musica dopo tanto tempo. Per me Sanremo è un palcoscenico molto importante, perché ritorno bambino a quando nel 1958 vidi Modugno che cantava Volare e forse da lì mi venne la voglia di provare a fare questo mestiere. Da allora mi sono affezionato a Sanremo. Ci torno con una specie di scossa, perché non è la stessa cosa andare a fare l’ospite piuttosto che in gara. Sei lì per una settimana, la vivi. Mi immagino mentre sono lì che mi sudano le mani. Già adesso mi sento agitato».
Morandi spera che il brano piaccia, sebbene a detta sua «non è la classica canzone di Sanremo. La musica mantiene tutti giovani, per forza. Volevo fare un pezzo più ritmico, forse perché ho cantato già troppe canzoni tradizionali. Preferivo fare una cosa più divertente, non so se più aggiornata perché molti dicono che si rifà agli anni Sessanta».
Al riguardo, ricorda il contributo di Mousse T. agli arrangiamenti: «Mi viene in mente Wilson Pickett, la Motown, a volte si avvicina ai ritmi twist».
Prima e dopo la Riviera dei Fiori, appuntamento al Duse. «È un’istituzione. Tra l’altro abbiamo subito aggiunto una data il 17 di febbraio. Abbiamo fatto subito un bis, perché da sei concerti diventano sette. Li trovo una preparazione per Sanremo. Nel mio spettacolo dedico sempre un ricordo molto speciale a Lucio Dalla, ricordando la nostra amicizia, le canzoni che ha scritto e il fatto che anche lui ha debuttato qui al Duse, a 6 anni, con la Compagnia di Elsa Merlini».
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