DIETRO LE QUINTE
A tu per tu con Disney

Durante gli anni Trenta del Novecento, mentre negli Studios americani si stava realizzando il primo lungometraggio animato della sua storia cinematografica, Biancaneve e i sette nani, Walt Disney era in viaggio per l’Europa in cerca di idee. Mancava un soggetto per la matrigna, così uno dei disegnatori della produzione consigliò a Disney di recarsi presso la cattedrale di Naumburg, in Germania, a osservare una delle sculture medievali più note e amate, la bella moglie del malgravio locale, Uta. Fu amore a prima vista e Uta divenne il volto della crudele regina Grimilde. Per ottenere l’aspetto arcigno della matrigna i disegnatori decisero poi di dare alla figura lo sguardo della grande attrice Joan Crawford, accentuato dalle sopracciglia sottili e arcuate. Dopo fogli e fogli di bozzetti preparatori era nato l’iconico personaggio. Si parte da Biancaneve e si arriva ai ghiacci di Frozen2, passando per un capolavoro datato 1940 come Fantasia e poi Robin Hood, Pinocchio, Hercules, La Sirenetta, nella rassegna dedicata a Walt Disney appena aperta al Mudec di Milano. Curata da Federico Fiecconi, storico e critico del fumetto e del cinema di animazione, insieme a Kristen McCormick, direttrice della Walt Disney Animation Research Library, l’esposizione presenta un ricco materiale, in massima parte inedito, uscito per l’occasione dagli archivi californiani: tavole, bozzetti, prove colore, brevi sequenze e pellicole mai viste sul grande schermo. Il senso del percorso espositivo è raccontare al visitatore come nasce un capolavoro di animazione, partendo dalle fonti delle storie che siamo abituati a conoscere nella versione disneyana: i miti, le leggende medievali e il folklore, le favole e le fiabe che costituiscono da secoli il patrimonio archetipico narrativo delle diverse culture. Dal punto di vista tecnico, l’esposizione presenta l’iter creativo e i dietro le quinte delle pellicole, «dal concept al plot narrativo fino alla creazione dei personaggi», spiega Fiecconi. «Uno sforzo collettivo che viene replicato anche oggi, per riuscire a portare una storia sul grande schermo utilizzando diversi strumenti, dal disegno a mano all’animazione digitale». Gli oggetti esposti consentono di avvicinarsi alle tecniche artistiche utilizzate (che prevedono disegno a grafite, matite colorate e pastelli, carboncini, acquerelli, tempere, acrilici, collages): la computer grafica, che oggi assiste nello studio e nella realizzazione delle scene di un film, è solo l’evoluzione di quelle tecniche tradizionali, e riguarda soprattutto i successivi step di animazione e colorazione, oggi realizzati mediante processi digitali. Durante l’esposizione il visitatore ha un ruolo attivo: viene incoraggiato a diventare un narratore, utilizzando alcune postazioni interattive e un allestimento che evoca gli scenari dei grandi capolavori dell’animazione Disney, per costruire il proprio racconto realizzando un piccolo “libretto” da portare con sé a casa.
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