SALUTE
Attacco frontale: adesso o mai più

Quando si tratta di affrontare la cellulite, l’unico atteggiamento possibile è quello del “mal comune, mezzo gaudio”. E, in effetti, non esiste inestetismo più democratico o diffuso della cellulite, che colpisce il 90% delle donne e persino una piccola percentuale di uomini. La taglia poco importa perché la buccia d’arancia può comparire su qualsiasi tipo di fisico, da quelli più giunonici come quello di Ashley Graham a modelle statuarie come Paola Turani. E, se l’attività fisica può aiutare, nemmeno una sportiva da oro olimpico come Lindsey Vonn è immune dall’odiosa buccia d’arancia. Perché?
Semplicemente, perché la cellulite è assolutamente normale, nonostante - negli anni - si sia sviluppata una vera e propria fobia nei confronti delle imperfezioni. La realtà, infatti, è che la cellulite è causata da fattori ormonali e genetici, praticamente impossibili da dominare: una buona notizia, che forse permetterà finalmente di mostrarsi senza filtri e modifiche fatte con Photoshop.
La strada da fare per superare la demonizzazione della cellulite e passare finalmente a valorizzarla, però, è ancora molto lunga. Gli haters, infatti, non smettono di ricordare a chiunque abbia il coraggio di mostrare la propria pelle a buccia d’arancia tutto il loro disprezzo. Ecco allora che accettarsi serenamente diviene sempre più difficile. D’altra parte, però, la consapevolezza di non essere sole può davvero fare la differenza sull’autostima, soprattutto, se si pensa a quante donne combattono ogni giorno per mantenere un’alimentazione sana, regolare ed equilibrata e una buona forma fisica. Buone abitudini a cui si uniscono una corretta postura, indumenti non troppo attillati e almeno un litro di acqua al giorno. Insomma, contrastare la cellulite è una vera fatica!
A rimanere, infine, è la consapevolezza che contro la cellulite non si possa fare quasi niente, se non avere uno stile di vita impeccabile. Creme e integratori, infatti, non possono fare miracoli e men che meno contrastare la buccia d’arancia, ma solo ridurne l’aspetto. Perché, allora, non normalizzare ritenzione idrica e cellulite e smetterla di darsi pena per apparire inutilmente perfette?
Prendersi cura di sé, infatti, dovrebbe essere un piacere, un momento per dedicarsi qualche attenzione extra e non un’ossessione. Lo sanno bene le pagine Body Positive sui social network, che sempre più spesso lanciano messaggi all’insegna dell’inclusività, mostrando i corpo reali, al di là della patina di perfezione raccontata da qualche post su Instagram. La lezione da imparare? L’estate 2021 dovrà essere all’insegna della cellulite, perché ci meritiamo tutti una vacanza da standard impossibili e stereotipi che non vogliamo incarnare.
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