L’ITALIA FA TENDENZA
Caffè: il rito che diventa mondiale

È di giugno la notizia che l’Italia ha chiesto all’Unesco di inserire il Rito del Caffè e in subordine la «Cultura del caffè napoletano», nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità in quanto si tratta di una vera e propria arte.
Il Gruppo di lavoro Unesco del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) ha deciso all’unanimità di proporre le candidature e di inviare la documentazione alla Commissione Nazionale dell’Unesco che dovrà decidere l’avvio del procedimento per l’inserimento nel patrimonio immateriale dell’umanità di un elemento che ha importanti risvolti culturali, sociali, storici e di tradizione.
Si saprà nel 2022 se questo rito diventerà davvero patrimonio dell’umanità come vorrebbero le torrefazioni (tante) presenti in Italia e il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, che si sono mobilitate per sostenere la candidatura. «Quello del caffè espresso in Italia è molto più di un rito quotidiano» spiega Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale. Ci auguriamo che il Ministero delle Politiche agricole ci supporti a pieno nel percorso verso il riconoscimento di Patrimonio immateriale dell’umanità».
Ed intorno a questo rito negli anni sono nati oggetti, accessori ma anche alimenti a completamento di questo momento unico. Designer e aziende ma anche chef e pasticceri hanno creato opere ad HOC a supporto di questo rito davvero tutto italiano. Qualche anno fa il noto designer Giulio Jacchetti realizzò presso il Lavazza flagship store di Milano, la mostra Le caffettiere dei Maestri. Quando l’architettura e il design incontrano la Moka: un’esposizione con 24 caffettiere disegnate da Alfonso Bialetti, Cini Boeri, Lara Caffi, David Chipperfield, Daniel Debiasi e Federico Sandri, Michele De Lucchi, Tom Dixon, Francesco Fusillo, Michael Graves, Isao Hosoe, King-Kong Design, Piero Lissoni, Angelo Mangiarotti, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ferdinand Porsche, Aldo Rossi, Richard Sapper, Ettore Sottsass, Mario Trimarchi, Tapio e Sami Wirkkala, Marco Zanuso di cui esiste un simpaticissimo catalogo Moleskine.
«La caffettiera è rito, è simbolo, è sintesi perfetta tra forma e funzione - dice Giulio Iacchetti -. È un oggetto democratico, ma se ben usata concede un piacere elitario ed esclusivo. La caffettiera è un campanile e una ciminiera insieme, una piccola architettura domestica che punteggia il paesaggio di casa con la sua svettante e rassicurante presenza. Grazie alla caffettiera tutti i sensi sono coinvolti nell’esperienza del caffè. Questi ventiquattro esercizi progettuali compiuti da architetti e designer stanno a dimostrare quanto il tema della moka sia imprescindibile nel curriculum di un progettista. Ogni caffettiera rappresenta il modo progettuale di chi l’ha disegnata, la volontà di scrivere una parola definitiva, sapendo di non riuscirci, riguardo al progetto di un elemento che incarna in modo inequivocabile il modo di vivere italiano».
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