DA PROVARE
Gli angeli di Fiorucci, la storia

Quegli angeli senza sesso e abbracciati di Fiorucci stampati su milioni di magliette. Sono le famose T-shirt che tutte le ragazze degli anni Novanta indossavano e amavano.
Molto più di semplici magliette, sono state il manifesto di apertura a una società liquida. Susanna Ausoni quasi inconsapevole le ha fatte diventare il simbolo di una generazione. «Le avevamo di tutti i colori. I putti senza sesso sono stati i veri precursori di cambiamento», racconta con una voce quasi commossa aprendo il libro dei ricordi. Nessuno scandalo: erano semplicemente amati da tutti, in modo naturale.
A dire il vero il vero pezzo forte erano quelle scatole di latta in cui erano riposte. «Le magliette devo pensarci un po’, a causa dei diversi traslochi che ho fatto nel corso degli anni - racconta la stylist -, ma le scatole so esattamente dove sono, perché sono affezionata e raccontano una parte importante della mia vita: ci sono tutti i pass dei concerti. Un numero indefinito di cartoncini plastificati che testimoniano la mia presenza che fosse di piacere o lavorativa. Sono la mia storia. Una scatola di ricordi da cui non mi separo». Come una vera e propria coperta di Linus, per ricordare la strada percorsa.
Dopo il boom degli anni Settanta, quando il negozio milanese è stato il primo store concept al mondo replicato a Manhattan, dove una giovanissima e sconosciuta Madonna si innamora dei jeans Fiorucci, ora che quel tempio di piazza San Babila non c’è più, i ricordi condivisi da Susanna Ausoni sono emozione pura. Lo stile di quelle magliette strizzate portate con orgoglio resta, ora le indossa anche Chiara Ferragni. Anche le ragazze che ci sono dentro di noi, aprendo un cassetto e guardando in fondo, troveranno ancora quella coppia di putti dai riccioli d’oro.
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