DA VEDERE
Il viaggio in Italia di Vivan Maier

Un altro tassello si aggiunge alla storia di Vivian Maier (1926-2009), la bambinaia americana ormai nota come la più grande interprete di «street photography» del Novecento.
Il suo lavoro vastissimo è rimasto ignoto fino al 2007, quando i 120.000 negativi della Maier vennero venduti all’asta a causa di un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati. Ad acquistarli per 380 dollari fu John Maloof, un agente immobiliare che li trovò in una cassa in mezzo a varie cianfrusaglie (cappelli, vestiti, scontrini e perfino assegni di rimborso delle tasse mai riscossi). Da quella scoperta i riflettori si sono puntati su questa figura severa e affascinante che macinava chilometri a piedi nei quartieri più popolari di Chicago e Manhattan con al collo la sua Rolleiflex, la macchina fotografica che si tiene all’altezza della vita per scattare senza dare nell’occhio. Da quella scoperta numerose esposizioni hanno contribuito a fare conoscere la vita della Maier e il suo lavoro.
Ma le soprese non sono finite. Ai Musei Reali di Torino una mostra, a cura di Anne Morin, direttrice della fotografia di Chroma photography a Madrid, presenta insieme a scatti noti un nucleo di inediti, scoperti lo scorso anno, dedicati al viaggio in Italia della Maier, in particolare a Torino e Genova, nell’estate del 1959. In un’afosa giornata di fine luglio - come è riportato a penna sul retro di alcuni scatti - la fotografa si aggirava per le strade della città, iniziando dal mercato di Porta Palazzo, proseguendo per il santuario della Consolata, e inoltrandosi nell’area archeologica della Porta Palatina (dove riprese lo stesso Palazzo Chiablese che oggi ospita la sua mostra) per concludersi lungo l’asse piazza Castello, via Roma e piazza San Carlo. «Una giornata da perfetta turista torinese», come ha sottolineato la direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella. In mostra si ammirano gli scatti rubati ai passanti: due civich con la giacca immacolata e una coppia di anziani torinesi vestiti a festa. Ma a Torino si ammirano anche esposte rare fotografie a colori, dieci filmati in formato Super 8, due audio con la voce di Vivian e vari oggetti che le sono appartenuti, come le sue macchine fotografiche Rolleiflex e Leica, e uno dei suoi cappelli.
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