Incapacy in cucina

Da un meme al successo social ai fornelli il passo è breve. Gli incapaci che sui social diventano «incapacy», fanno il paio ai «povery» della pagina social Baby George ti disprezza. Anche perché cucinare stanca, non solo gli chef: è l’intuizione geniale di Sofia Fabiani che appunto puntando su ironia, sarcasmo e toni spicci comunica come poter cucinare senza dover essere “master chef”.
Sofia Fabiani, classe 1988, romana, è un perito chimico con un passato da pasticciera. A ottobre 2020 ha creato il profilo Instagram @cucinare_stanca, che in pochissimo tempo ha conquistato migliaia di follower a suon di ricette, riflessioni mordaci e battagliere sui fatti d’attualità. Ora ha 117mila follower e con il suo libro edito da Giunti, Cucinare stanca - manuale pratico per Incapacy spiega passo per passo ogni ricetta, a prova di incapaci.
Sofia Fabiani, perché un incapace in cucina, dovrebbe avere voglia di mettersi ai fornelli. E come le è venuta in mente la divisione in tre livelli?
«Perché cucinare non lo si fa solo per ‘’voglia’’ ma soprattutto per necessità, perché purtroppo dobbiamo farlo tutti i giorni, cerchiamo di farlo al meglio e con meno sbattimenti possibili. La divisione in tre livelli è un atto di consapevolezza che richiedo ai miei lettori, capire dove si è nella vita, a quale incrocio e a quale punto preciso è importantissimo per migliorarsi, è un modo per far capire loro che non sanno fare niente di certo, ma qualcuno di loro lo sa fare anche peggio».
Incapacy in cucina: in realtà si è molto orgogliosi di esserlo, secondo te perché?
«Spero che lo siano onestamente, perché è un nuovo modello di utente internet, una persona che vuole cucinare ma sa già che fallirà e che ci potrà ridere sopra insieme a me. Ho scoperto che c’è una folta schiera di persone che vuole essere trattata in modo freddo e sbrigativo, come faccio io, senza troppi fronzoli, ma dando loro sempre delle soluzioni per migliorare e per sistemare gli obbrobri che fanno in cucina».
Qual è l’aspetto più divertente della cucina anche per gli incapaci?
«L’aspetto più divertente è la condivisione, guardare insieme i propri errori e poterne ridere, ma soprattutto è il parallelismo con la vita, perché niente è più adatto di una ricetta, di un procedimento da seguire per capire e per leggere gli errori che si fanno nella vita. Anche nel mio libro, la ricetta è solo un pretesto per parlare di altro, di situazioni scomode, di fallimento, di rapporti amorosi e di convinzioni sbagliate».
Anche i capaci, a volte sono incapaci. Qual è il piatto più difficile in assoluto?
«Sicuramente i piatti più difficili sono quelli che prevedono manualità, tecnica e conoscenza delle materie prime, delle tempistiche e delle temperature, per me il piatto più difficile in assoluto è senza dubbio un lievitato, uno su tutti il panettone, ma anche il pane, fatto con tutti i sentimenti giusti, è molto difficile».
Social e cibo, perché così tanto successo?
«Perché sui social le persone ci vengono per divertirsi, rilassarsi e per prendere spunti, niente più del cibo, sia dal punto di vista estetico, quindi attraverso foto fatte bene, può rendere questo servizio, soprattutto se reso leggero e divertente. Non è semplice ogni giorno consultare un ricettario cartaceo, e soprattutto non è scontato avere la fantasia di preparare ogni giorno un piatto diverso, per questo è fondamentale offrire piatti che siano alla portata di tutti, fatti bene e non svilenti».
Qual è l’aspetto più buffo che ha dovuto fronteggiare?
«Le richieste di ricette più assurde, tipo: un piatto per rimorchiare, ma che ne so io, è molto difficile capire chi hai davanti nella vita, figuriamoci su un social dove non c’è sempre spazio per gli approfondimenti. Altro fattore non da sottovalutare: le persone che ti fermano per strada, che vogliono parlarti come se foste amici da sempre, considerando che io sono una persona molto schiva, anche se non sembra, mi sento sempre io per prima ‘’buffa’’ a parlare e a fare domande a sconosciuti».
Il suo oroscopo è considerato divertente: è l’oroscopo stanco. A chi si ispira? Quale oroscopo segue e la appassiona?
«In realtà non mi ispiro a nessuno, le persone, i miei amici, la gente che incontro quotidianamente per lavoro sono la mia ispirazione reale e unica, chiedo sempre il segno zodiacale, anche per scherzo, perché non sono un’esperta e, ogni volta che faccio un nuovo post con i segni zodiacali penso a qualcuno di loro. Per me stessa leggo l’oroscopo di Internazionale, che trovo geniale e inimitabile!».
© Riproduzione Riservata