La cioccolata calda di Maria Antonietta

Sfogliando il profilo Instagram della Reggia di Versailles il milione di follower si imbatte anche nella nella cioccolata calda. Una immagine, è il particolare di dipinto dove trionfa una tazza di cioccolato in mano alla regina Maria Antonietta che ne assumeva una enorme quantità, a partire dalla colazione.
Nel 17esimo e 18esimo secolo la cioccolata calda era molto apprezzata da re e regine di Francia che ne riconoscevano i benefici energetici, fortificanti e persino afrodisiaci.
Proprio dalla Reggia di Versailles si evince l’importanza del cioccolato legata ai reali che appunto avevano una passione smodata. Arrivata a corte nel 1615, per il matrimonio di Luigi XIII e Anna d’Austria, la bevanda di Montezuma diventa popolare con il Re Sole, mentre Luigi XV la amava preparare da solo nelle sue stanze private.
Nel 1770, quando arriva Maria Antonietta a corte di Francia, ha il suo maitre chocholatier che prende il nome di Chocolatier de la Reine. cioccolatiere della regina. Si inventa nuovi sapori ma, il gusto che Maria Antonietta prediligeva era quello alla vaniglia.
Ecco la ricetta del re Luigi V che si tramanda grazie agli annali Le soupers de la Cour ou l’Art de travailler toutes sorte d’aliments pour servir les meilleures tables suvant les quatre saisons: «Mettere un numero uguale di tavolette di cioccolato e tazze d’acqua in una cafetiere e far bollire a fuoco basso per un breve periodo; quando si è pronti per servire, aggiungere un tuorlo d’uovo ogni quattro tazze e mescolare a fuoco basso senza arrivare a ebollizione. Se possibile meglio preparare il tutto con un giorno di anticipo. Si consiglia a chi è solito bere la cioccolata tutti i giorni di lasciarne una piccola quantità come aromatizzante per la preparazione del giorno dopo. Al posto del tuorlo si può aggiungere un albume sbattuto dopo aver tolto lo strato superiore di schiuma. Unire a questo una piccola quantità di cioccolata, quindi unire il tutto con la cioccolata nella cafetiere e terminare con il tuorlo d’uovo».
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