PATRIMONIO CULTURALE
La Madonna di d’Oggiono tornerà all’Ambrosiana
Nel 2022 sarà possibile ammirare l’opera in Pinacoteca

Se ne erano perse le tracce, dalla metà del secolo scorso, quando la Madonna con il Bambino di Marco d’Oggiono (1470 ca.-1530 ca.) fu trafugata dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Lo scorso marzo, la segnalazione di uno scrupoloso gallerista ai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza ha consentito di rintracciare l’opera e ricostruirne le vicende. «I documenti e le fotografie conservate nei nostri archivi», racconta monsignor Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana, «ci hanno permesso di risalire a quel periodo quando, tra l’altro, ci furono dei lavori in Pinacoteca e quindi delle movimentazione di quadri». Il furto fu denunciato ai carabinieri, ma da allora nessuno seppe più nulla del dipinto dell’artista lombardo attivo nella bottega di Leonardo, morto di peste nel 1524 a Milano, dove era titolare di un’affermata bottega che contava numerosi allievi.
Il gallerista aveva ricevuto l’incarico di commercializzare l’opera dall’inconsapevole proprietario, che l’aveva ricevuta in eredità. La segnalazione del gallerista è stata particolarmente importante, poiché - spiega Francesco Provenza, comandante del Nucleo - «ci ha permesso di avviare le indagini. La sensibilità di chi opera nel settore è molto preziosa. La tutela del patrimonio culturale non dovrebbe spettare solo a noi, ma a tutti». Grazie a un ottimo lavoro di squadra nel 2022 sarà possibile ammirare il dipinto in Ambrosiana, dove rientrerà al termine di un trattamento anti tarme (necessario per tutelare le altre opere della Pinacoteca) e di un accurato restauro.
A rendere possibile il riconoscimento del quadro è stata la catalogazione nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database di opere d’arte rubate al mondo, preziosa fonte di informazioni descrittive e fotografiche relative ai beni culturali da ricercare e, dunque, fondamentale ausilio a supporto delle attività condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che conta di oltre trecento militari in possesso di qualificata preparazione e ha competenza, sull’intero territorio nazionale per le indagini di più ampio spessore (a sua volta suddiviso in tre sezioni Antiquariato, Archeologia, Falsificazione e Arte Contemporanea), mentre a livello periferico, è composto di 16 nuclei (ubicati ad Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Cosenza, Firenze, Genova, L’Aquila, Monza, Napoli, Palermo (da cui dipende la sezione di Siracusa), Perugia, Roma, Torino, Udine, Venezia., con competenza regionale o interregionale alle dipendenze del Gruppo Carabinieri TPC di Roma.
Tra i successi recenti del Nucleo di Monza, grazie a serrate ricerche sui cataloghi d’asta nazionali ed esteri, si può citare il recupero, nel dicembre 2020, dopo due anni di indagini, di uno stemma in bronzo con le armi dei nobili Poldi Pezzoli, realizzato da Lodovico Pogliaghi e trafugato dal Museo Poldi Pezzoli di Milano nel dicembre 1946, durante l’apertura del cantiere per i lavori di ricostruzione postbellica del palazzo, gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Lo scorso maggio inoltre è stato rimpatriato da Monaco di Baviera un dipinto seicentesco con Maria Maddalena penitente, rubato da un’abitazione privata di Milano nel corso di un ingente furto avvenuto nell’agosto del 1975. Inoltre, sempre lo scorso maggio sono stati riconsegnati al direttore del Parco archeologico di Pompei tre strappi di affresco del I secolo d. C. asportati negli anni Settanta da “Domus” ubicate del Parco.
© Riproduzione Riservata